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SociobiologiaLa sociobiologia è una corrente della sociologia nata nella prima metà degli anni settanta come diretta conseguenza della crisi della stessa. In particolare, la sociobiologia nasce dall'esigenza di racchiudere l'intero agire sociale entro un unico grande denominatore: una strada che, fino alla summenzionata crisi, era seguita dagli esponenti del neopositivismo o funzionalismo. Se, nella tensione natura-cultura, nel periodo neopositivista era quest'ultimo concetto a fungere da denominatore; con la nuova corrente la matrice è di segno diametralmente opposto: l'agire umano e la socialità sarebbero totalmente riconducibili alla natura. Non deve stupire quindi, la virata a 180° compiuta proprio da molti funzionalisti che iniziarono ad abbracciare una teoria apparentemente opposta a quella sostenuta fino a quel momento: ciò che non muta, infatti, è l'esigenza di ricondurre ogni fenomeno ad un unico assoluto riassuntivo. Non più la produzione culturale dell'uomo, ma una serie di processi di selezione naturale. [modifica] 1975: La "Nuova Sintesi"La prima definizione "ufficiale" risale al 1975, ed è contenuta nell'opera Sociobiologia: La Nuova Sintesi, di E.O. Wilson: "Lo studio sistematico delle basi biologiche di ogni forma di comportamento sociale". Enunciazione limitata dallo stesso autore che, prudentemente, si curò di premettere così:
[modifica] 1977: evoluzione per selezione naturaleNel 1977 esce Sociobiologia e comportamento, di D.P. Barash, opera che getta le basi per un vero e proprio neo-darwinismo: si associa la concezione sociobiologica all'etologia e al comportamentismo, al fine di dimostrare che è il livello biologico a fungere da asse portante dell'evoluzione della società. D.P. Barash si preoccupa altresì di dettare i postulati su cui fondare tale teoria.
Mentre con Darwin e Spencer l'evoluzionismo era applicato soltanto alla biologia, con le nuove teorie il suo impatto viene esteso anche alla sfera del comportamento quotidiano. [modifica] Voci correlate |