|
|
Scuola secondaria di secondo grado
Scuola secondaria di secondo grado è la nuova definizione che ha assunto il terzo ciclo d'istruzione su cui si struttura il sistema scolastico italiano.
Il termine è entrato in uso con la Riforma Moratti del 2003 e sostituisce la definizione di scuola media superiore in uso fino a quel momento.
Spesso, nel linguaggio comune questo ordine di scuola viene tuttora definito semplicemente le superiori.
Alla scuola secondaria superiore si accede dopo il conseguimento della Licenza di scuola media al termine della scuola secondaria di primo grado (ex scuola media inferiore).
Definire la Scuola secondaria di secondo grado come terzo ciclo di istruzione è certamente un errore. Infatti, anche nella Legge 53/2003 (detta Legge Moratti) la Scuola secondaria di secondo grado è parte del secondo ciclo di istruzione e formazione. Ormai, in nessun paese del mondo i cicli di istruzione iniziale sono tre: in alcuni paesi (es. Danimarca ecc.) sono uno solo, da 6 a 16 o 17 anni; in molti paesi sono due: primario e secondario. Nelle classificazioni dell'UNESCO l'istruzione "terziaria" è l'istruzione di livello universitario o, comunque, post-secondario. L'idea di chiamare la Scuola secondaria di secondo grado come le superiori è, ormai, un vero e proprio errore semantico. In tutti i paesi del mondo istruzione superiore (Supérieur in francese, Higher in inglese, Hoch in tedesco, Hoge in Olandese, ecc.) indica l'istruzione post secondaria, universitaria e non (vedi le definizioni date dal progetto Erasmus a tutte le istituzioni di questo tipo di tutti i paesi europei). Attilio Monasta, nel volume Organizzazione del Sapere, Discipline e Competenze (Carocci, Roma, 2002) sostiene che la persistenza di questi equivoci dimostra la resistenza della cultura italiana di fronte a cambiamenti della struttura stessa della società e del sapere, intervenuti ormai da mezzo secolo.
[modifica] La riforma Berlinguer
[modifica] Le scuole superiori prima della riforma Moratti
Attualmente le scuole superiori si dividono essenzialmente in tre grandi rami:
I licei, della durata di cinque anni, si dividono in scientifico, classico, artistico e linguistico.
Il liceo artistico aveva, in origine, una durata di soli quattro anni e dava accesso, dopo tale periodo, solamente all'Accademia di Belle Arti. Con l'introduzione di un quinto anno integrativo venne poi permesso l'accesso a tutte le facoltà universitarie.
Gli istituti tecnici, anch'essi della durata di cinque anni, sono suddivisi in:
-
- Istituto Tecnico Industriale (ITI)
- Istituto Tecnico Commerciale (ITC)
- Istituto Tecnico per Geometri (ITG)
- Istituto Tecnico Agrario (ITA)
- Istituto Tecnico Nautico (ITN)
- Istituto Tecnico Aeronautico
- Istituto Tecnico per il Turismo
Gli istituti professionali si dividono in alcune macroaree: agricoltura e ambiente, industria e artigianato, servizi alberghieri e ristorazione, servizi commerciali, turistici e pubblicità .
La durata dei corsi è di tre anni, al termine dei quali lo studente acquisisce una qualifica professionale; dopodiché si può scegliere di proseguire gli studi con il biennio successivo, al termine del quale lo studente consegue il diploma e con esso la possibilità di accedere a qualsiasi facoltà universitaria.
A questi ordini di scuole si aggiungeva l'istituto magistrale, introdotto dalla riforma Gentile, che aveva lo scopo di preparare il personale docente della scuola elementare.
La durata originaria del corso era di quattro anni con accesso alla facoltà universitaria di Magistero. Anche in questo caso è stato introdotto un quinto anno integrativo per permettere l'accesso a tutte le facoltà universitarie.
Con l'introduzione dell'obbligo di laurea per il personale docente della scuola primaria (ex materna ed elementare) gli istituti magistrali si sono riconvertiti in varie forme. Oggi sono diventati per lo più, a tutti gli effetti, licei sociopsicopedagogici.
L'istruzione artistica è rappresentata dagli istituti d'arte e dai licei artistici.
[modifica] La riforma Moratti
In base alla riforma Moratti (che a tutt'oggi, aprile 2007, non è ancora stata applicata, ma anzi, la cui attuazione è stata sospesa) l'istruzione secondaria di secondo grado dovrebbe venire riorganizzata in due rami principali:
- otto indirizzi liceali (di cui uno equivale all'istruzione tecnica)
- Formazione professionale (gestita a livello regionale)
Se la riforma entrerà definitivamente a regime gli studenti potranno scegliere tra istruzione liceale, suddivisa in due bienni e un quinto anno e conclusa dall'esame di Stato e istruzione professionale, per cui sono previsti quattro anni.
Dopo i quattro anni dovrebbe essere previsto anche un ulteriore anno integrativo per l'accesso all'esame di stato.
[modifica] Le modifiche del ministro Fioroni
Il ministro Fioroni nel 2006 ha proposto delle modifiche più o meno sostanziali alla riforma Moratti. Per quanto attiene la scuola secondaria superiore, le modifiche apportate sono state le seguenti:
- Sono stati aboliti i nuovi licei inizialmente previsti dalla riforma Moratti (tecnologico ed economico), lasciando quindi immutato il sistema scolastico superiore precedente alla Moratti.
- È stato modificato l'esame di Stato conclusivo, che prima della riforma Berlinguer si chiamava "esame di Stato di maturità ". Con la finanziaria 2002, in vigore a partire dall'esame di Stato 2001-2002, si era infatti previsto che la commissione fosse composta da soli docenti interni, più un presidente esterno. Fioroni, invece, ha previsto una commissione mista, formata da 3 membri esterni, 3 interni e presidente esterno, così come previsto nell'iniziale disegno di Berlinguer, applicato negli anni scolastici 1998-1999, 1999-2000 e 2000-2001. Inoltre il monte-crediti è aumentato da 20 a 25, mentre il punteggio del colloquio è sceso da 35 a 30.
- Sono stati reintrodotti i cosiddetti esami di riparazione, esami conseguiti dagli studenti in materie in cui si risulta insufficienti allo scrutinio finale dell'anno. Furono ideati negli 1920 del XX secolo, in epoca fascista, e furono sospesi nel 1995.
I vecchi esami di Stato di maturità , noti semplicemente come esami di maturità , prevedevano i membri tutti esterni, con un membro interno con funzioni di garanzia, e soltanto due materie orali e due scritte. Il voto finale era in sessantesimi e il titolo che si conseguiva, che oggi è denominato "diploma di superamento dell'esame di Stato conclusivo del corso di studi di istruzione secondaria superiore" con specificazione dell'indirizzo, si chiamava "maturità " (scientifica, tecnica, artistica, professionale, d'arte applicata). La maturità tecnica era accompagnata da un diploma (di geometra, di perito industriale, di ragioniere e perito commerciale) che consentiva l'accesso, in alcuni casi previo praticantato, all'esame di Stato per l'abilitazione professionale.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
|