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Reggio Calabria
Reggio di Calabria /ˈrɛʤ:o ˌdikaˈlabrja/ (Rrìggiu in dialetto reggino, Righi in greco di Calabria, Ρηγιον, Reghion in Greco), comunemente detta Reggio Calabria, o Reggio in tutto il Meridione d'Italia, è la prima città calabrese per antichità, estensione geografica e numero d'abitanti. È capoluogo della provincia omonima e sede del Consiglio regionale della Calabria. Con 185.577 abitanti è il diciottesimo comune più popoloso d'Italia. Il territorio comunale - definito dall'inizio del XX secolo "Grande Reggio" - si trova al centro di una più grande area metropolitana di circa 260.000 abitanti che comprende numerosi comuni tra Bagnara Calabra e Melito di Porto Salvo fin sull'Aspromonte. L'influenza economica, culturale e come polo d'attrazione di Reggio si estende poi dal Porto di Gioia Tauro alla Locride[citazione necessaria]; inoltre si va ormai consolidando la fusione con l'area metropolitana di Messina (separata solamente da un braccio di mare di poco più di tre chilometri) con la quale costituirà l'Area Metropolitana Integrata dello Stretto o Città Metropolitana dello Stretto, area che in totale conta oggi circa 730.000 abitanti. [2] Reggio è al centro di un area turistica di importanza storico-culturale e balneare, è una città universitaria, inoltre è situata al centro di una zona agricola particolarmente fertile grazie al clima mite, con produzione di olio d'oliva, vino, agrumi e ortaggi, tra cui tipica è la produzione dell'essenza di bergamotto, agrume che rende la sua migliore qualità al mondo esclusivamente nel territorio reggino, divenuto per questo uno dei simboli della città. Come per molte città del "Mare Nostrum", nella cultura locale Reggio viene spesso identificata come il centro esatto del Mar Mediterraneo, le cui molteplici e millenarie culture hanno sempre arricchito l'antichissima storia, la cultura e lo spirito dei reggini. Sembra appropriata quindi la restituzione a Reggio Calabria del ruolo di città del Mediterraneo[citazione necessaria]. Reggio viene tradizionalmente chiamata "Città della Fata Morgana" perché qui si manifesta il raro fenomeno ottico-mitologico della Fata Morgana, durante il quale la costa siciliana sembra distare solo pochi metri rendendo possibile distinguere molto bene case, auto e persone. [modifica] Geografia[modifica] Localizzazione
Reggio è situata sulla punta dello "Stivale", alle pendici dell'Aspromonte, in posizione centrale nel Mediterraneo, sulla sponda orientale dello Stretto di Messina (dove gli studiosi collocano l'incontro di Odisseo con i mostri mitologici Scilla e Cariddi, descritti da Omero) da cui gode di uno spettacolare panorama sulla Sicilia, sull'Etna e sulle Isole Eolie. La città è attraversata dal 38° parallelo che taglia altre cinque città (Seul, Smirne, Atene, San Francisco, Cordova), e su cui è stato eretto il Monumento al 38° parallelo. [modifica] Morfologia e struttura urbanistica della cittàNella sua lunga storia la città ha subito profonde trasformazioni del tessuto urbano le cui tracce sono evidenti sia in superficie che nelle stratificazioni archeologiche del sottosuolo. Tali trasformazioni sono riconducibili sia ad eventi naturali disastrosi (terremoti, maremoti, dissesti idrogeologici), sia ad interventi non sempre felici dell'uomo che ne hanno in parte stravolto la fisionomia, ci riferiamo in particolare ai recenti anni 60-70-80. Solo dagli anni 90 sembra ci sia una maggiore consapevolezza dei danni apportati al territorio ed una voglia di ricostruzione che certamente dovrà durare ancora molti anni.
La città si estende su una superficie prevalentemente di tipo alluvionale estesa per 236,02 km², il livello altimetrico minimo è di 0 m (zero metri), il massimo di 1.803 m, il livello medio del centro storico è di 31 m. Il centro storico è compreso tra la fiumara dell'Annunziata (nord) e la fiumara del Calopinace (sud), l'intero territorio comunale è compreso tra Catona (nord) e Bocale (sud). Dopo il terremoto del 1908 la città è stata ricostruita con lunghe strade dritte, più ampie di quelle antiche. (vedi mappa satellitare). Caratterizzato da rilievi continui e persistenti, il territorio è però attraversato da numerose strade che consentono un collegamento fra i quartieri, i sobborghi periferici ed i paesi dell'hinterland, gran parte dei quali è anche servita dalle linee ferroviarie. Sono molto caratteristiche le "traverse" o "strade cannocchiale" in discesa e con una splendida vista del mare. [modifica] Principali corsi d'acquaFiumare e torrenti solcano il territorio della città e del Comune di Reggio Calabria. Dato il clima, questi corsi d'acqua sono prevalentemente asciutti. Quando in inverno o a causa di forti piogge sono in piena essi danno luogo a esondazioni ed allagamenti. Segue un elenco dei principali corsi d'acqua (da Nord a Sud) che attraversano il territorio comunale:
[modifica] Clima
Il clima di Reggio è tipicamente mediterraneo sul versante tirrenico, di tipo subtropicale è invece il clima sulla costa dello Jonio, caratterizzato da una maggiore aridità in contrapposizione ad una maggiore piovosità del primo. Il clima dei rilievi che caratterizzano il selvaggio Aspromonte è invece quasi del tipo appenninico. Il clima è di tipo tipo temperato, caratterizzato durante il giorno da una brezza marina proveniente da Nord (sempre presente nel canale), mentre durante le ore notturne dalle correnti ascensionali che risalgono l'Aspromonte, specie lungo le vallate delle fiumare. L'inverno è mite e breve e la temperatura raramente si avvicina allo zero, con una media su base annua di 17.32°C e una media annua delle precipitazioni piovose di 547,16 mm. Durante l'anno vi sono circa 300 giornate soleggiate su 365.
[modifica] Storia
Reggio Calabria è dopo Cuma la più antica colonia greca in Italia meridionale, è tra le più antiche città d'Europa visto che, la colonia calcidese fondata nell'VIII secolo a.C. manteneva il preesistente nome di Rhegion (Ρήγιoν), già noto come Erythrà (Ερυθρά), sito in cui sorgeva un antichissimo insediamento risalente al III millennio a.C., precedentemente occupato da popolazioni autoctone quali gli Aschenazi, gli Ausoni, gli Itali governati da Re Italo (da cui il nome di Italia successivamente esteso alla penisola) e dal mitico re Giocasto, la cui tomba sorgeva sul promontorio di Punta Calamizzi (Pallantiòn), punto d'approdo dei coloni greci. Reggio fu una tra le più importanti città della Magna Grecia raggiungendo nel V secolo a.C. grande potenza politica-economica sotto il governo di Anassila ed esercitando per un certo periodo influenza anche sulla dirimpettaia città di Zancle (Messina), la polis raggiunse dunque grande pregio artistico-culturale grazie alla sua scuola filosofica pitagorica ed alle sue scuole di scultura e di poesia dalle quali scaturirono artisti come Pitagora da Reggio e Ibico; divenenne quindi alleata di Atene nella guerra del Peloponneso e successivamente fu espugnata dai siracusani di Dionigi I nel 387 a.C. Città autonoma nelle istituzioni governative, Rhegium fu importante alleata e socia navalis di Roma e successivamente in età imperiale divenne uno dei più importanti e floridi centri dell'Italia meridionale essendo tra l'altro sede del Governatore della Regio III Lucania et Bruttii (Regione di Lucania e Bruzio). In epoca bizantina Reggio divenne infatti Metropoli dei possedimenti bizantini dell'Italia Meridionale, Capitale del Ducato di Calabria e perno del rito greco in Italia; conobbe una certa prosperità fino all'VIII secolo, quando assurse a sede episcopale. Molti furono i popoli che si avvicendarono a Reggio in epoca alto-medievale, ciò testimonia l'interesse strategico della città. Per cento anni Reggio fu materia di contesa tra i Saraceni, i Longobardi, ancora i Bizantini ed i Normanni. Nel 1060 Roberto il Guiscardo e Ruggero d'Altavilla la sottrassero per sempre ai bizantini; gli elementi della cultura e della religiosità greca comunque sopravvissero fino al XVII secolo, anche se nel 1081 papa Gregorio VII aveva reistituito il rito latino. Nel 1282 durante i Vespri Siciliani Reggio si schierò al fianco di Messina e delle altre città della Sicilia orientale, con cui condivideva storia, interessi commerciali e culturali appoggiando nella rivolta anti-angioina le forze aragonesi; comunque la città venne assegnata al Regno di Napoli nel XIV secolo ed ottenne nuovi poteri amministrativi di larga base comunale. Nel '500 le continue incursioni barbaresche, le epidemie e l'oppressivo fiscalismo della denominazione spagnola portarono Reggio ad una decandenza che culminò con il disastroso terremoto del 1783. Il sisma infatti danneggò gravemente Reggio e tutta l'area dello Stretto. Nal 1806 Napoleone occupò la città, destinandola a ducato e a quartier generale. Reggio liberale ebbe quindi un certo ruolo nei moti risorgimentali ed entrò a far parte del Regno d'Italia. A Reggio all'alba del 21 agosto 1860 con la celebre "Battaglia di Piazza Duomo", Giuseppe Garibaldi conquistò il Regno delle due sicilie che consegnò a Re Vittorio Emanuele II. Il sindaco della città Brun Antonio Rossi fu dunque il primo del Regno a proclamare la decadenza di Francesco II e la dittatura del Generale Garibaldi, che a ricordo della battaglia scrisse:
Reggio tornava così ad appropriarsi del nome Italia, che secondo Aristotele era nato proprio sulle sue coste, derivando dal nome di un mitico re degli Enotri, Italòs. Nel 1908 Reggio, insieme a Messina, subì le distruzioni del disastroso terremoto del 1908. Ricostruita con canoni moderni la città dovette però subire, a causa della sua posizione nel Mediterraneo, bombardamenti da parte delle truppe dell'8° armata britannica nel 1943. Nel corso del XX secolo dopo la seconda guerra mondiale la città crebbe notevolmente. Nei primi anni settanta a Reggio si ebbero sconvolgimenti di carattere amministrativo, a seguito dei violenti disordini di piazza tesi alla rivendicazione del capoluogo regionale, delegato verso Catanzaro per effetto del nuovo statuto ordinario regionale. La soluzione fu risolta con un compromesso e con la divisione tra il livello amministrativo, affidato a Catanzaro (con la sede della Giunta e della Presidenza), e quello economico politico (il Consiglio Regionale), posto a Reggio.
Tra gli anni '70 e '80 la città attraversò un ventennio buio che favorì il dilagare della criminalità organizzata e del degrado urbano, ma a partire dai primi anni '90 si è cominciato a parlare della cosiddetta "Primavera di Reggio", un movimento della popolazione e delle istituzioni (soprattutto del sindaco Italo Falcomatà) che ha favorito la ripresa della città e soprattutto una ritrovata identità. Reggio infatti, la più popolosa città della Calabria, negli ultimi anni appare al visitatore come pervasa da uno spirito di riscatto sociale, che ha portato Reggio e un po' tutta la sua provincia ad investire di più nei settori del turismo e della cultura. [modifica] Nomi nella storia
Reggio prima del terremoto del 1908 sulla rivista Cento Città d'Italia del 1898
Nel corso della sua millenaria storia Reggio ha avuto differenti nomi, che corrispondono all'evoluzione della città nelle epoche storiche:
[modifica] Demografia[modifica] Evoluzione demograficaAbitanti censiti Nota: il diagramma si riferisce all'attuale comune di Reggio Calabria a partire dal 1938. I dati precedenti sono riferiti alla somma della popolazione dei singoli comuni che poi saranno iglobati formando il comune attuale
[modifica] Valutazione della vivibilità secondo le più importanti indagini statistiche
[modifica] Popolazione e lingua
Il dialetto reggino, che tra i dialetti calabresi è quello parlato nella Calabria meridionale, si è evoluto negli anni: nato dal greco dei primi coloni calcidesi, che fu parlato fino all'età bizantina, fu arricchito dal latino non tanto sotto l'impero, ma più probabilmente in età medioevale con l'arrivo dei normanni. Reggio è stata infatti per millenni "roccaforte" della cultura greca in Italia, ne sono oggi testimonianza vari elementi come ad esempio il greco di Calabria parlato nella sua provincia e in alcuni suoi quartieri, o il fatto che vi siano molte famiglie con cognomi di origine greca. Ad esempio, il cognome più comune a Reggio è "Romeo", che è un eponimo o nome di famiglia greco e che significa: "uomo greco di Costantinopoli". Alla documentata presenza, ben nota da sempre, di nuclei numerosi di ellenofoni, si sono dunque andati sommando recenti insediamenti di immigrazione in alcuni rioni cittadini, come ad esempio il quartiere di San Giorgio Extra.
La lingua ampiamente diffusa fino qualche secolo fa in tutta la Calabria meridionale, piena di influenze di greco antico, è oggi quasi scomparsa, poiché ha perso molto in favore dell'unità linguistica nazionale quindi dell'italiano. Su di esso però si sono sviluppati un tipo di dialetto ed una parlata molto particolari, che presentano molte analogie e similitudini con la lingua siciliana (definita infatti "Lingua Calabro-Sicula"), che dà al dialetto reggino una "cadenza" (accento) simile al siciliano. Il dialetto reggino nell'area compresa tra Scilla e Bova presenta infatti un'assenza delle consonanti "dure" tipiche del resto della Calabria, e manifesta delle corrispondenze linguistico-lessicali con il dialetto parlato in Sicilia. Il reggino ed il messinese, due dialetti molto simili tra loro, differiscono infatti solo per alcune variazioni nell'intonazione e per poche varianti nell'uso delle consonanti. [modifica] IstruzioneReggio è un centro di istruzione con due università ed altre istituzioni di livello universitario sul territorio:
[modifica] Economia
Come tutta la regione, Reggio non ha oggi un tessuto industriale adeguato, sebbene nei secoli scorsi abbia avuto un certo sviluppo essendo stata un punto di riferimento importante per l'industria della seta e del bergamotto, ma sfavorevoli episodi storici, fra i quali il terremoto del 1908, hanno costretto al città a ripartire quasi da zero nel XX secolo. Nei decenni trascorsi sono state progettate ed in parte realizzate talune iniziative industriali anche grazie a contributi pubblici del "pacchetto Colombo". Molte di queste iniziative non sono decollate, ad esempio il polo chimico di Saline Joniche mai entrato in funzione e quello tessile di San Gregorio che ancora oggi risulta essere in fase di partenza. Alcune infrastrutture dell'area (come nel caso del Porto di Gioia Tauro), sono state riconvertite ad altri usi. Le ragioni di questo mancato decollo meriterebbo un approfondimento, ma in altra sede. Reggio ha sempre puntato e punta vocazionalmente sul turismo grazie al clima favorevole, alla natura, alle coste ed al suo patrimonio storico-archeologico, ma anche questa risorsa economica non sempre è stata valorizzata come sarebbe stato necessario. Favoriti dal clima mite e tipicamente mediterraneo, sono particolarmente sviluppati i settori dell'agricoltura tradizionalmente più esclusivi dell'area reggina, come il bergamotto o certe varietà di gelsomino. Anche in questo caso, tuttavia, la relativa industria di trasformazione non ha raggiunto dimensioni significative. [modifica] Servizi e commercioLa maggior parte dei cittadini è impiegata nei servizi, in particolar modo quelli pubblici, mentre il settore del commercio è particolarmente attivo sia nel centro cittadino, specialmente nella zona del corso Garibaldi, sia nelle periferie dove negli ultimi anni sono sorte numerose nuove attività commerciali di grandi dimensioni. Il commercio è l'attività principale della città; storicamente Reggio esportava prodotti locali quali seta, semilavorati e soprattutto i derivati agrumari (vista l'esclusività della coltivazione, fra tutte, del bergamotto). [modifica] Industria e artigianato
Stabilimento della CocaCola.
In epoca greca Reggio fu il maggiore centro di produzione della "ceramica calcidese", affermandosi come la concorrente più prestigiosa e agguerrita della "ceramica ateniese" nel bacino del Mediterraneo. Tra i tanti, alcuni esemplari sono oggi custoditi al Museo del Louvre di Parigi ed al British Museum di Londra. Al giorno d'oggi l'industria non è molto sviluppata in città, ma è rappresentata da industrie di medie e piccole dimensioni operanti nell'estrazione dell'essenza di bergamotto, nell'assemblaggio di vagoni ferroviari, nella produzione di caffè, liquori e generi alimentari, prefabbricati, mobili. Le aziende si sviluppano prevalentemente nei poli e nelle aree industriali che sorgono in città nell'area metropolitana; si segnalano fra di esse:
[modifica] AgricolturaPer la diversità climatica delle varie zone del territorio, a Reggio esistono coltivazioni molto varie, tra di esse spiccano due particolari piante che riescono ad attecchire solo in questa zona:
Oltre a quelle esclusive, nel reggino vengono coltivate molte altre varietà di specie vegetali, tra cui le più diffuse sono:
[modifica] Turismo
I Bronzi di Riace sono uno dei simboli e delle principali attrattive turistiche di Reggio.
Il mercato turistico a Reggio sembra aver avuto negli ultimi anni una certa crescita. Al 20 settembre 2006 la città si trova al quinto posto in Italia per incremento di turisti stranieri, con un raddoppio di presenze rispetto all'anno precedente; le statistiche della Banca d'Italia confermano inoltre che i flussi economici in entrata nel 2006 hanno registrato un sostanziale incremento se confrontati con i dati del 2005; mentre un'indagine del Sole 24 Ore conferma un certo incremento dalle presenze ai musei e nei siti archeologici. La recente riscoperta turistica di Reggio ha ultimamente aperto la strada ad un concreto sviluppo nel settore, atteso da molto tempo in considerazione di una "naturale vocazione turistica" del territorio, e orientato verso una crescente offerta. Tra le attrazioni di Reggio i Bronzi di Riace, oltre al Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia che li custodisce, sono una delle principali mete turistiche della città dello Stretto; il Lungomare del centro storico è invece diventato negli ultimi anni un'affollata meta balneare e luogo simbolo di una certa movida estiva. Il turismo a Reggio è anche distribuito tra la costa jonica e la costa Viola (tirrenica), all'incirca tra le spiagge di Bova e Scilla; la montagna dell'Aspromonte alle spalle della città custodisce invece la riserva naturalistica del Parco Nazionale dell'Aspromonte, dove a 1.400 m s.l.m. sorge la stazione sciistica di Gambarie con un panorama sulla città e su tutto lo Stretto dalla cima innevata dell'Etna alle Isole Eolie. Si narra che nell'anno 1464 San Francesco di Paola, non avendo potuto pagare il traghettamento, partendo dalla spiaggia del quartiere di Catona attraversò lo Stretto sul proprio mantello insieme ad un suo confratello. Una nota raffigurazione dell'evento è nell'arazzo di Edward Steinle conservato in Vaticano alla Galleria delle Carte Geografiche. La tradizione francescana ha fatto nascere a Reggio, proprio nel quartiere Catona, il convento dei Minimi, edificato 1629 e dopo varie riedificazioni tuttora esistente. Il miracolo di San Francesco è ricordato sul lungomare Catona con un monumento di notevoli dimensioni (circa 15 m) opera di G. Polimeni. Inoltre un antico monumento alto 3m che raffigura il Santo mentre naviga sul mantello con il suo accompagnatore, scolpito in arenaria nel 1702, si trovava lungo il mare nel punto esatto dove avvenne il prodigio, oggi con l'ampliamento del litorale il monumento si trova ad un centinaio di metri dal bagnasciuga all'interno di una proprietà privata ma aperto ai visitatori. [modifica] Principali luoghi d'interesse
La Cattedrale.
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