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Puglia
La Puglia è una regione dell'Italia meridionale di 4.076.546 abitanti.[2] Il capoluogo è Bari. Confina a nord-ovest con il Molise, a ovest con la Campania e la Basilicata ed è bagnata dal mare Adriatico a est e nord e dal mar Ionio a sud. Comprende le province di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto e Barletta-Andria-Trani, quest'ultima di recente istituzione e non ancora operativa.[3] [modifica] ToponimoIl toponimo storico Apulia (esito latino del greco Iapyghìa, Japigia) deriva dall'antica popolazione degli Apuli (gr. Japigi) che in epoca preromana abitavano la parte centro-settentrionale della regione (i Dauni a nord, i Peuceti al centro, mentre a sud era stanziato l'affine popolo dei Messapi). Il termine Japudes (Japigi) si compone del prefisso arcaico "jap-", che indicherebbe i popoli provenienti dall'altra costa dell'Adriatico. Secondo una diffusa pseudo-etimologia, invece, Apulia deriverebbe da Apluvia, ossia terra senza piogge.[4] Con l'occupazione romana fu istituita la Regio II Apulia et Calabria, che includeva un territorio appena più esteso dell'attuale regione: solo in seguito il toponimo Apulia sarebbe stato adottato per designare anche la penisola salentina. Solo negli ultimi decenni l'uso del singolare Puglia si è stabilizzato; fino a prima dell'istituzione delle regioni, infatti, si usava indifferentemente anche la dizione le Puglie.[5] [modifica] StemmaIl sito Comuni italiani[6] descrive lo stemma della Puglia in questo modo:
Lo stemma regionale raffigura un albero d'olivo che non soltanto ricorda che l'olio rappresenta una delle risorsa più preziose e importanti per l'agricoltura pugliese, ma anche un elemento costante nel paesaggio che diventa anche segno di unità di tutta la regione, da nord a sud. [modifica] Geografia
La Puglia è la regione più orientale d'Italia: Punta Palascìa, presso Otranto, nel Salento, dista circa 80 km dalle coste dell'Albania e costituisce il punto più ad est del Paese. È bagnata dal mar Adriatico e dal mar Ionio ed è la regione dell'Italia continentale con la più lunga estensione costiera. Oltre che dal mare, i confini della regione sono segnati dal corso del fiume Fortore, dal Subappennino Dauno e dalla depressione bradanica. Salvo il tratto finale dell'Ofanto, nessun fiume pugliese è navigabile. Le acque interne sono scarse e includono per lo più alcuni laghi costieri, tra i quali quelli di Lesina e Varano e i laghi Alimini. Il suo territorio è pianeggiante per il 53,3%, collinare per il 45,3% e montuoso solo per l'1,5% il che la rende la regione meno montuosa d'Italia. I monti più elevati si trovano nel subappennino Dauno, dove si toccano i 1152 m del Monte Cornacchia, e sul Gargano, con i 1055 m del monte Calvo. Con la sua scarsa montuosità e con il suo clima particolare la Puglia è l'unica regione italiana in cui non si scia. Le pianure sono costituite dal Tavoliere delle Puglie, che occupa quasi la metà della Capitanata, dalla fascia costiera della Terra di Bari e dalla Pianura Salentina. Il territorio collinare pugliese è suddiviso tra le Murge e le serre salentine. [modifica] TerritoriAnche se la Puglia può essere suddivisa in regioni morfologiche diverse con caratteristiche ben definite, riesce a conservare una sua precisa identità regionale. Da nord a sud si susseguono gradualmente, senza netti contrasti, sei regioni geografiche, cioè, il Gargano, il Subappennino Dauno, il Tavoliere delle Puglie, le Murge, l'Arco Ionico tarantino e il Salento.
Un'immagine delle Isole Tremiti
La costa presso Polignano a Mare
Una caletta di Monopoli
Otranto visto dal bastione dei Pelasgi
Panorama di Leuca dal promontorio del Santuario
[modifica] Fiumi, laghi e isoleLa natura carsica di gran parte del territorio pugliese e la scarsità di precipitazioni rendono la regione particolarmente povera di corsi d'acqua superficiali. Con l'eccezione dell'Ofanto e del Fortore, che hanno in Puglia solo parte del loro percorso, i fiumi pugliesi hanno per lo più carattere torrentizio, come accade al Candelaro, al Cervaro e al Carapelle. I laghi maggiori sono quelli di Lesina e di Varano sulla costa settentrionale del Gargano. Lungo la costa presso Otranto si trovano invece i laghi Alimini. Il lago di Occhito, al confine col Molise, è un bacino artificiale realizzato dal Consorzio per la Bonifica della Capitanata di Foggia per fronteggiare le frequenti crisi idriche della regione. Alla Puglia appartiene l'arcipelago delle isole Tremiti, al largo della costa garganica, e alcuni gruppi insulari e isole di modestissime dimensioni come le isole Cheradi, presso Taranto, e l'isola di Sant'Andrea dinanzi la costa di Gallipoli. Dal punto di vista geografico fa parte della regione pugliese anche il piccolo arcipelago di Pelagosa, nord-ovest delle Tremiti, che oggi è parte dello stato croato. [modifica] Le costeLa Puglia ha uno sviluppo costiero pari a 784 km, ai quali si devono aggiungere i circa 50 km delle isole Tremiti. La costa del Gargano è in genere rocciosa, ma presenta numerose insenature con lidi sabbiosi. A sud di Manfredonia il litorale si fa basso e sabbioso fino a Barletta, mentre in Terra di Bari si alternano sabbia e scogli bassi, con l'eccezione di Polignano a Mare, posta su uno sperone a strapiombo. A sud di Monopoli fino a Otranto la costa sabbiosa è prevalente, mentre lungo il litorale adriatico del basso Salento non sono rari i tratti rocciosi. L'intero litorale ionico dal Salento meridionale ai confini con la Basilicata è invece caratterizzato da spiagge di sabbia bianca, che nella parte settentrionale del golfo di Taranto sono circondate da pinete. Nel 2007 sono stati dichiarati balneabili 693 km di coste pugliesi, pari al 92,6% delle coste controllate.[7] [modifica] GeologiaDal punto di vista geologico la Puglia è costituita per quasi l'80% da rocce calcaree e dolomitiche in tutte le loro varietà. Le rocce si presentano relativamente poco deformate, con ampie pieghe blande, interrotte da faglie distensive.[8] Nel Giurassico medio ed inferiore, nella parte geologica che poi diventerà la Puglia vi erano isole e scogliere sommerse dall'oceano Tetide e dai mari epi-continentali che la frammentazione della Pangea andava formando: con il progressivo deposito sui fondali dei gusci dei microorganismi marini, che li formavano sottraendo all'acqua il carbonato di calcio (CaCO3), si formò uno strato di rocce sedimentarie calcaree e dolomitiche, spesso in media 2000 metri. Strati così spessi poterono formarsi non solo per la durata del processo di sedimentazione, circa 125 milioni di anni, ma anche per effetto della loro progressiva subsidenza.[9] Nel Cretacico[10] buona parte della Puglia era al di sopra del livello del mare, per quanto la regione si presentasse come un arcipelago. In questo periodo iniziano i primi fenomeni carsici. Nel Paleocene una serie di intrusioni subvulcaniche crearono la Punta delle Pietre nere, in prossimità di Marina di Lesina, le uniche rocce magmatiche affioranti in Puglia.[11] Tra i 12 e i 2 milioni di anni fa l'Appennino prende la sua forma definitiva[12]: nel processo di creazione di questa catena montuosa la Puglia non è direttamente coinvolta, ma ne subisce soltanto gli effetti secondari. Nel processo di orogenesi degli appennini, infatti, la Puglia rappresenta l'avampaese, cioè quella massa continentale che fa da ostacolo alla spinta orogenetica proveniente da un'altra massa. In questo periodo si forma anche la cosiddetta fossa bradanica, ed il processo di sedimentazione provvede alla formazione dei calcari teneri, come il tufo. Diecimila anni fa si completa il Tavoliere con i laghi di Lesina e Varano.[13] [modifica] Clima
In tutta la Puglia il clima è tipicamente mediterraneo[14]: le zone costiere e pianeggianti hanno estati calde e secche e inverni miti. Le precipitazioni, concentrate durante l'autunno inoltrato e l'inverno, sono scarse e per lo più di carattere piovoso. Tuttavia, sul Subappennino Dauno, il Gargano e l'Alta Murgia durante l'inverno non sono rare le precipitazioni nevose e le nebbie notturne, anche persistenti. i valori medi di piovosità sono ovunque compresi tra i 450 e i 650 mm annui. Considerando le dieci stazioni meteorologiche presenti in Puglia, in media le temperature minime di gennaio sono comprese tra 1,3°C di Monte Sant'Angelo e 7,5°C di Santa Maria di Leuca, mentre le massime di luglio vanno dai 24°C di Monte Sant'Angelo ai 30,6° di Foggia Amendola. i valori estremi di piovosità Tra i fenomeni meteorologici estremi della Puglia, si registra l'insolita ondata di alta pressione africana che a giugno 2007 in tutta la regione portò le temperature ben al di sopra dei 40°C, con picchi di 48°C nel barese e a Foggia.[citazione necessaria] A dicembre dello stesso anno, si registrarono temperature particolarmente rigide, con precipitazioni nevose di circa 10 cm anche sulla costa.[citazione necessaria] Tra gli altri fenomeni meteorologici insoliti, si annovera un tornado F3 (venti quindi intorno ai 260 km/h) che, nel 1976 colpì Sava, determinando precipitazioni molto intense e venti di fortissima intensità che causarono ingenti danni.[15][16] [modifica] Ambiente e paesaggio[modifica] Zone protette
Le aree protette nella regione si estendono in totale per 245.154,33 ettari[17] di cui il 75,8% rappresentato da parchi nazionali (parco nazionale del Gargano e parco nazionale dell'Alta Murgia) e il 8,3% è rappresentato da aree naturali e riserve naturali marine. Le province che presentano la più alta percentuale di territorio soggetta a protezione sono quella di Foggia (51,5%) e di Bari (27,7%). Alle aree già riconosciute vanno aggiunti 77 siti di interesse comunitario proposti ai sensi della direttiva comunitaria n. 43 del 21 maggio 1992. [modifica] Comunità montaneIn Puglia si annoverano sei comunità montane:
La ginestra in fiore.
Una testuggine greca.
[modifica] Flora e faunaOltre all'assoluto protagonismo dell'olivo, che si diffonde a perdita d'occhio in tutta la regione, la vegetazione caratteristica della Puglia è la macchia mediterranea. Essa è protagonista lungo la costa, si sviluppa attraverso arbusti che hanno una notevole resistenza alla siccità della stagione estiva. Nell'entroterra e in collina si sviluppano i boschi, insieme a pascoli rocciosi. Nelle aree costiere, inoltre, è facile trovare estese pinete, soprattutto sul litorale del promontorio del Gargano e lungo il golfo di Taranto, sulle coste del Salento è possibile trovare vaste leccete. Altri elementi floreali protagonisti in Puglia sono le querce, faggi, aceri, alberi di roverella e di carpinella nelle zone più alte. Per quanto concerne i fiori, per lo più spontanei, è possibile trovare il lentisco, la ginestra, la quercia spinosa, il ginepro ed il fenicio. Durante la primavera nei pascoli si rende protagonista la presenza di asfodeli, mentre durante l'estate si diffonde il mirto e la salvia.[24] Alcuni secoli fa la fauna pugliese registrava la presenza di grandi mammiferi come il lupo, il cinghiale e il capriolo. Oggi invece è possibile osservare specie come il tasso, la volpe, l'istrice, la talpa, la donnola e lo scoiattolo. Tra gli ovipari[25] si segnala soprattutto nelle zone più pianeggianti, l'allodola e la calandra e specificatamente, nel tavoliere delle Puglie, è molto diffusa la gallina prataiola. Nelle zona collinare delle Murge sono molto comuni i tordi, mentre sulla costa si sono diffusi i marangoni. Tra i rettili si annovera la testuggine terrestre, la lucertola, il geco e la vipera, mentre tra gli anfibi troviamo il tritone italiano e l'ululone. [modifica] IncendiSecondo i dati forniti dal Coordinamento Regionale del Servizio Antincendio Boschivo del Corpo Forestale dello Stato nel 2004[26] nella regione sono divampati 214 incendi che hanno interessato in totale 1.765,45 ettari di territorio. Si calcola che oltre il 50% di questi incendi fosse di natura dolosa, il 35,3% di natura colposa e il 13,1% rappresenta i casi dubbi. Dei 214 incendi totali per l'anno 2004 (erano stati 388 nel 2003 e 189 nel 2002) 80 hanno riguardato la provincia di Foggia (486,71 ettari), 45 la provincia di Lecce (166,57 ettari), 40 la provincia di Bari (743,50 ettari), 38 la provincia di Taranto (338,00 ettari) e 11 la provincia di Brindisi (30,67 ettari). Un altro anno molto critico per gli incendi è stato il 2007 dove sono divampati incendi non trascurabili che hanno provocato danni come la distruzione del canneto della riserva naturale di Torre Guaceto, nel Salento; e l'incendio dei boschi nei pressi di Peschici, nel Gargano. Se nel primo caso il recupero è stato facile, grazie alla capacità rigenerativa delle canne, il secondo ha provocato anche una crisi economica per le strutture alberghiere del luogo.[27] [modifica] Gestione dei rifiuti e politiche ambientaliSecondo i dati pubblicati mensilmente dall'assessorato all'Ecologia della Regione Puglia[28] la media dei rifiuti riciclati è del 15,84% ad aprile 2008 con una crescita del 4,91% rispetto al 2007. Le province sono tornate in possesso della delega per la gestione del ciclo dei rifiuti dal 31 gennaio 2007, con la conclusione del mandato di commissario per l'emergenza ambientale, sino ad allora detenuto dal Presidente della Regione. La Puglia, nel 2006, è stata la prima regione italiana ad emanare una legge sugli acquisti pubblici ecologici[29] (Green public procurement). Inoltre, nel 2005 ha varato una specifica legge regionale sull'inquinamento luminoso ed il risparmio energetico[30]. [modifica] DemografiaNel 2006[31] i nati sono stati 37.764 (9,3‰), i morti 32.738 (8,0‰) con un incremento naturale di 5.026 unità rispetto al 2005 (1,3‰). Le famiglie contano in media 2,7 componenti. Il 31 dicembre 2006 su una popolazione di 1.998.052 abitanti si contavano 51.242 stranieri (1,3%). La popolazione della Puglia[32] per provincia:
[modifica] Centri più popolosiI comuni più popolosi della Puglia[33] sono:
[modifica] Comuni più estesiIn grassetto i comuni che non sono capoluogo di provincia.
[modifica] Dall'emigrazione all'immigrazioneLa Puglia è stata una delle regioni con i più alti tassi di emigrazione nel corso del XX secolo. In effetti essa si colloca storicamente al terzo posto (dietro Sicilia e Campania).[35] La ripartizione degli iscritti alle anagrafi consolari oggi stima in 370.000 il numero dei pugliesi emigrati all'estero. In realtà sono milioni, nel corso del Novecento, i pugliesi che hanno scelto la strada dell'emigrazione in due grandi ondate. La prima, che ha il suo picco negli anni immediatamente precedenti e seguenti la I guerra mondiale, ha per meta esclusiva le Americhe (Stati Uniti, Argentina, Brasile), per poi dirigersi verso l'Europa centro-settentrionale che diviene così la destinazione principale dell'emigrazione pugliese. Secondo i dati delle anagrafi consolari sono 80.000 i pugliesi in Germania, altri 100.000 si dividono fra Svizzera, Francia e Belgio; notevoli sono ancora le presenze negli Stati Uniti (18.000), in Canada (18.000) e in America Latina, dove nel solo Venezuela la presenza di pugliesi è stimata in 8.000 cittadini. Con la seconda ondata, che ha il suo picco nel secondo dopoguerra, si scopre un nuovo continente: l'Australia. L'emigrazione diviene anche interna, attratta dallo sviluppo industriale di alcune aree settentrionali del Paese. Dal 1951 al 1967, 1.200.000 emigranti lasciarono la Puglia per trasferirsi prevalentemente in Piemonte e in Lombardia. In particolare Milano fu la destinazione che attrasse un gran numero di giovani pugliesi. Secondo alcune stime, ad oggi i pugliesi e i loro discendenti a Milano non sarebbero meno di 500.000, portando quindi il capoluogo lombardo a essere, di fatto, la città pugliese più popolosa d’Italia. Secondo il Bilancio demografico regionale elaborato dall'ISTAT, oggi a fronte di un saldo naturale che è risultato pari a +9.503 unità, l'incremento demografico della regione Puglia è dovuto, in misura consistente, dalle immigrazioni che sono largamente superiori alle emigrazioni. Nel corso del 2004 sono state iscritte in anagrafe come provenienti dall'estero 10.087 persone, mentre ammontano a 5.207 le cancellazioni per l’estero. Oggi la Puglia conta 51.242 cittadini stranieri[36] di cui 9.860 in provincia di Foggia, 23.041 in provincia di Bari, 4.244 in provincia di Taranto, 4.180 in provincia di Brindisi e 9.917 in provincia di Lecce. Si segnalano le comunità con più di mille unità:
[modifica] Storia
Mappa del XIX secolo del Regno delle Due Sicilie
L'insediamento umano in Puglia risale quanto meno a 250.000 anni fa, come testimoniano i resti fossili dell'Uomo di Altamura, una forma arcaica di Homo neanderthalensis. Numerosi sono i reperti di epoca preistorica, tra i quali diversi menhir e dolmen.[37] Intorno al I millennio a.C., si insediarono sul territorio i popoli dei Dauni, dei Peucezi e dei Messapi di probabile origine illirica[38], e più tardi, in epoca ellenica, numerose furono le colonie magnogreche soprattutto nella parte meridionale della regione, tra le quali la città spartana di Tarentum. Ben presto Roma comprese l'importanza strategica dell'Apulia, ma l'occupazione della regione, nel III secolo a.C., non fu agevole soprattutto per la resistenza di Tarentum e Brundisium. Nel 216 a.C. a Canne l'esercito romano patì contro i Cartaginesi di Annibale la sua peggiore sconfitta. Venne quindi istituita la Regio II Apulia et Calabria,[39] che includeva anche il Sannio, una parte dell'attuale Molise e la Basilicata orientale. Con la costruzione della via Appia e, in epoca imperiale, della via Traiana, la regione occupò posizioni di primato nella produzione del grano e dell'olio, diventando la maggior esportatrice di olio d'oliva in Oriente.[40] Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, anche la Puglia attraversò un lungo periodo di sofferenza.[41] Molti popoli si alternarono sul territorio, ma alla fine divenne dominio dell'Impero Bizantino. Bari divenne capoluogo di un territorio esteso sino all'odierna Basilicata e sottoposto all'autorità di un catapano, nome del governatore bizantino da dove deriva il termine Capitanata. Con l'arrivo dei Normanni, Taranto diventò la capitale dell'omonimo principato, esteso su tutta la Terra d'Otranto. Sia con i Normanni che con gli Svevi capeggiati dagli Hohenstaufen,[42] la Puglia conseguì un grande progresso materiale e civile, che toccò l'apice con Federico II, a cui si deve la realizzazione di una serie di edifici laici e religiosi, alcuni di alto valore artistico, tra cui Castel del Monte in provincia di Barletta-Andria-Trani. Tra il 1200 e il 1400 la Puglia fu sotto la dominazione degli Angioini, all'interno del Regno di Napoli, a cui si sostituirono gli Spagnoli: a partire da questo momento cominciò a radicarsi il potere dei latifondisti sul territorio. Dopo varie prese di potere, solo con i Borboni la Puglia poté rivivere la stasi e la pace che vigeva nella regione con Federico II. Tra il 1806 e il 1815, vi fu la dominazione francese che provvedette alla modernizzazione della Puglia con l'abolizione del feudalesimo e con le riforme giudiziarie. Movimenti liberali si formarono in tutta la regione nel 1820 con il diffondersi della Massoneria e della Carboneria.[43] Con il Regno d'Italia costituito nel 1861, la Puglia fu divisa amministrativamente nelle province di Foggia, Bari e Lecce; a queste si aggiunsero nel Novecento le province di Brindisi e Taranto. Con il progressivo decadere del latifondo, decaddero anche le antiche masserie pugliesi, proprietà di media estensione agraria. Durante il Fascismo la Puglia fu interessata da numerose bonifiche in vaste aree e, successivamente alla riforma agraria del secondo dopoguerra, la regione ha goduto di un forte sviluppo agricolo. Negli anni Settanta e negli anni Ottanta l'economia della regione passò dal settore primario a quello terziari | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||