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Programma Space Shuttle
Prima del decollo della prima missione del Programma Space Shuttle (STS-1)
Il Programma Space Shuttle è un programma spaziale della NASA, l'ente governativo degli Stati Uniti responsabile per i programmi spaziali. Il programma è finalizzato al compimento di missioni spaziali con equipaggio umano e prende il nome dal modello di navicella spaziale utilizzato in tali missioni, lo Space Shuttle. Tutt'oggi attivo, è stato avviato alla fine degli anni sessanta ed entrato in piena attività dalla metà degli anni settanta.
[modifica] Stato attuale del programmaNel gennaio del 2004 la NASA ha annunciato che l'intera flotta di Space Shuttle verrà rimpiazzata entro il 2010. Dopo il disastro del Columbia, nel 2003, i voli erano stati temporaneamente sospesi. Il ritorno in volo con la missione STS-114 era inizialmente previsto il 13 luglio 2005 ma a causa di un problema ad un sensore del serbatoio esterno è stato rinviato. Il 26 luglio 2005, dopo più di due anni dalla precedente missione, il Discovery ha ripreso le operazioni raggiungendo la Stazione Spaziale Internazionale per il trasferimento di materiale e per il controllo dello Shuttle stesso. È rientrata a terra senza problemi tecnici il seguente 9 agosto a seguito di molteplici rinvii per maltempo. In conseguenza al disastro del Columbia per le future missioni si era deciso che l'orbiter dello Space Shuttle sarebbe dovuto essere completamente controllato dall'esterno prima del rientro in atmosfera, operazione possibile solo dalla Stazione Spaziale Internazionale. Dato che in una sola missione l'orbiter non può raggiungere sia la Stazione Spaziale Internazionale che il telescopio spaziale, l'amministratore delegato della NASA Sean O'Keefe aveva annunciato la cancellazione delle missioni di manutenzione dell'Hubble. Tuttavia nel 2006 il suo successore Michael Griffin ha annullato tale decisione pertanto nel 2008 dovrebbe avere luogo la quinta missione di riparazione di Hubble allo scopo di prolungarne l'operatività fino al 2013. Secondo il discorso tenuto dal presidente George W. Bush il 14 gennaio 2004 l'uso dello Space Shuttle sarà concentrato completamente sull'assemblaggio della ISS fino al 2010, anno in cui dovrebbe essere sostituito dal veicolo Orion, ancora in fase di sviluppo. [modifica] L'avvio del programma: la scelta dello Shuttle
La NASA elabora negli anni sessanta alcuni progetti per sviluppare una navetta spaziale composta di parti riutilizzabili, con la quale sostituire i razzi che possono essere usati una volta sola, come il Mercury, il Gemini e l'Apollo. Nello stesso periodo, l'aeronautica si interessa a piccoli sistemi con i tempi di reazione più veloci e viene coinvolta nel progetto NASA dell'aereo-spaziale, l'X-20 Dyna-Soar, consolidando una lunga collaborazione con l'agenzia spaziale. Dopo il grande sforzo richiesto dal Programma Apollo nella seconda metà degli anni sessanta, la NASA inizia a guardare al futuro del programma spaziale. Prevede di usare mezzi spaziali riutilizzabili e spinti da grandi propulsori, per portare in orbita una grande stazione spaziale, dalla quale lanciare missioni permanenti per la Luna e verso Marte. Ma i progetti si trovano ad affrontare forti tagli di bilancio, che spingono l'agenzia spaziale a cancellare prima il progetto di missioni su Marte e poi a mantenere il solo progetto Shuttle, indispensabile per costruire una stazione spaziale. Per costruire lo Shuttle vengono preparati diversi progetti, alcuni dei quali complessi. Un tentativo di semplificazione fu fatto con il DC-3, una piccola navicella con un carico utile di 9 tonnellate, equipaggio di 4 uomini, e manovrabilità limitata, che diventerà il punto di riferimento nella progettazione del vero Shuttle. La decisione finale sulle caratteristiche dello Shuttle viene presa quando la NASA, potendo puntare su un solo progetto, chiede all'aeronautica di usare lo Shuttle per i propri lanci futuri, risparmiando i costi per sviluppare le capacità di razzi come il Titan II. L'aeronautica controvoglia accetta, ma prima chiede un forte aumento del proprio budget per lanciare i propri satelliti-spia. Tali satelliti hanno grandi dimensioni, pesano circa 18 tonnellate e devono essere collocati su un'orbita polare, scelta questa che richiede un maggiore dispendio di energia rispetto ai satelliti destinati ad orbite più basse (portare un carico di 18 tonnellate su un'orbita polare equivale a portarne 29 su una "normale" orbita equatoriale).[citazione necessaria] Inoltre, l'aeronautica vuole poter far tornare sulla terra il satellite dopo una sola orbita atterrando presso lo stesso luogo di lancio per ragioni di sicurezza militare. Queste caratteristiche richiedono che la navetta sia più manovrabile attraverso ali più grandi e pesanti di quanto inizialmente previsto.
L'orbiter dello Space Shuttle
Il progetto del DC-3 viene accantonato a favore di un sistema più complesso e costoso perché ogni aumento di peso nella parte superiore di un veicolo di lancio, richiede una maggiore capacità di spinta nelle fasi iniziali di lancio e quindi, viste le caratteristiche richieste, il sistema di lancio a due stadi da progettare deve possedere dimensioni maggiori di quelle del Saturn V. Mentre il programma avanzava, si suggerisce un approccio completamente differente: la NASA dovrebbe usare i razzi Saturn per mettere in orbita la stazione spaziale, con costi di sviluppo inferiori e tempi più brevi per la messa in orbita della stazione spaziale. Tale tesi non convince chi si dedica al programma Space Shuttle, che sostiene che se il numero dei lanci è elevato il costo di progettazione di un nuovo sistema risulta inferiore al costo dei razzi che non si possono riutilizzare. Inoltre la scelta di razzi riutilizzabili viene suggerita dai probabili aumenti dei prezzi causati dall'inflazione elevata degli anni Settanta. E poiché non si prevedono lanci molto frequenti, si decide di affidare tutti i futuri lanci della NASA o dell'aeronautica allo Space Shuttle. In tal modo il costo dei lanci è inferiore a qualsiasi altra soluzione, eccetto il caso di lanci di vettori molto piccoli o molto grandi. Scelto come operatore, la NASA inizia a lavorare per garantirsi i finanziamenti necessari a sviluppare il programma quinquennale per progettare lo Shuttle. Ma si trova presto in difficoltà, dovendo fare i conti con il bilancio statale americano in forte deficit. Con il bilancio americano in difficoltà sotto il peso dell'inflazione e della guerra in Vietnam, il Parlamento e l'Amministrazione pensano a tagliare gli stanziamenti della NASA e non sono interessati a un progetto a lungo termine, come quello dello Shuttle. Ma non c'è molto da tagliare: alla NASA è rimasto solo un progetto, lo Shuttle, e tagliarlo significherebbe chiudere la NASA. Il mondo politico punta quindi a ridurre il costo annuo, diluendo la spesa su più anni, anche se questo può significare ulteriori difficoltà per il progetto. Viene quindi scelto di ridurre i costi di sviluppo rinunciando a booster riutilizzabili e scegliendo di lanciare la navetta attraverso razzi più semplici e recuperabili dopo il lancio. Un altro cambiamento consiste nel collocare il carburante in un serbatoio esterno, che consente di aumentare il carico trasportabile in una navetta di dimensioni più piccole, anche se il serbatoio esterno non può essere riutilizzato dopo il lancio. L'ultima questione aperta riguarda le caratteristiche dei booster. La NASA elabora almeno quattro soluzioni al problema. Pensa di sviluppare i primi stadi del razzo Saturn, poi di costruire nuovi motori a carburante liquido pressurizzato, e infine di costruire uno o due razzi. Viene scelta la soluzione che prevede due razzi di ridotte dimensioni perché è la soluzione meno costosa e più efficiente e sicura. [modifica] Missioni recenti
[modifica] STS-122
La missione, iniziata il 7 febbraio 2008 e terminata il 20 febbraio. L'equipaggio ha installato con successo il laboratorio Columbus sulla Stazione Spaziale. [modifica] STS-123
Nella missione, iniziata l'11 marzo 2008 e terminata il 26 marzo gli astronauti hanno iniziato l'installazione del Japanese Experiment Module, assemblando il componente ELM-PS. Inoltre è stato installato il nuovo braccio robotico della stazione spaziale, chiamato Special Purpose Dexterous Manipulator. [modifica] STS-124
Nella missione STS-124 lo Space Shuttle è stato lanciato il 31 maggio 2008 per raggiungere la stazione spaziale e continuare l'assemblaggio del Japanese Experiment Module. Gli astronauti hanno installato il Pressurized Module e il Japanese Remote Manipulator System. [modifica] Incidenti dello Shuttle
Due Shuttle sono stati persi in incidenti, in entrambi i casi con la perdita di tutto l'equipaggio a bordo:
[modifica] Missioni pianificate[modifica] STS-125
La missione STS-125 è una delle missioni finora pianificate che vanno dall'2007 fino al 2010, e riguarda la manutenzione del Telescopio spaziale Hubble. Sarà l'ultima missione dello Space Shuttle Atlantis, e l'ultima missione Shuttle non dedicata alla stazione spaziale. Questa missione è prevista per l'8 ottobre 2008. [modifica] STS-126
La missione STS-126 è una delle missioni finora pianificate che vanno dall'2007 fino al 2010. Questa missione ha lo scopo di rifornire e portare equipaggiamento sulla stazione spaziale, attraverso il Multi-Purpose Logistics Module. La missione, che sarà compiuta dall'Endeavour è prevista per il 10 novembre 2008. [modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
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