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John Lennon
John Winston Lennon (Liverpool, 9 ottobre 1940 – New York, 8 dicembre 1980) è stato un musicista, compositore e cantante inglese. Dal 1962 al 1970 è stato compositore e cantante (solista) del gruppo musicale dei Beatles, dei quali, firmandole sempre in coppia con Paul McCartney, ha composto anche la maggior parte delle canzoni. Finita l'esperienza con i Beatles, John Lennon fu anche musicista solista, autore di disegni e testi poetici, nonché attivista politico, paladino del pacifismo. Questo gli causò non pochi problemi con le autorità statunitensi (F.B.I.), che per lungo tempo spiarono tutte le sue attività e quelle della moglie, considerandolo un sovversivo e rifiutandogli più volte la cittadinanza americana. Fu assassinato, a colpi di rivoltella, da un fan squilibrato, Mark David Chapman, la sera dell'8 dicembre 1980 a New York. Lennon si sposò due volte: una prima volta con Cynthia Powell, dalla quale ebbe il figlio Julian, e una seconda con l'artista giapponese Yoko Ono, da cui nacque invece Sean. Entrambi i figli hanno seguito la carriera artistica del padre. Dopo il matrimonio con Yoko, John cambiò il proprio nome all'anagrafe in John Ono Lennon. Il piccolo John aveva cinque anni, quando la madre Julia lo affidò alle cure della zia Mimi (e di suo marito George), che, nonostante la sua severità, avrà molta cura del giovane John, gli comprerà la prima chitarra e ricorderà sempre con nostalgia, a onta delle litigate telefoniche transoceaniche che John avrebbe avuto con lei, quando ormai era un affermato (e forse già alienato dal successo) beatle. John manterrà comunque un buon rapporto con la madre, che gli insegnerà i primi accordi di banjo. Nel 1958, la madre Julia muore investita da un'auto e poco dopo gli viene a mancare anche lo zio George. Zia Mimi, considerando valido il talento del nipote nel disegnare, riuscì a farlo iscrivere, non senza fatica, al Liverpool College of Art. Fu qui che John iniziò ad appassionarsi alla musica e al rock'n'roll, formando, verso la fine degli anni '50, la sua prima band, i Quarrymen. Storica è la frase di zia Mimi che, vedendo il nipote sempre alle prese con la sua chitarra, gli disse: "la chitarra va bene John, ma non ti darà certo di che vivere". Durante un concerto dei Quarryman, John incontra Paul McCartney e si forma così il nucleo centrale di quelli che poi sarebbero stati i Beatles. John, in quegli anni, scrisse i primi due successi dei Beatles: "Please, Please Me", una lenta ballata alla Roy Orbison, piena di sottintesi significati sensuali (colti benissimo dai giovani dell'epoca, che ne decretarono l'immediato successo) e l'indimenticabile "She Loves You", con il ritornello yeah yeah, tanto semplice e immediato, quanto efficace e indimenticabile, che divenne un vero tormentone tra i giovani inglesi.
[modifica] Nella casa di zia MimiNella casa di zia Mimi, Lennon visse fino al 1963, in quella che poi divenne la "mitica" residenza dal nomignolo Mendips, al numero 251 di Menlove Avenue. In quella casa, sarebbero nate le prime canzoni di Beatles. Assieme ai compagni Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison, Lennon si sarebbe spesso ritirato nella tranquilla dimora di zia Mimi - sicuramente uno dei punti-chiave della toponomastica beatlesiana - al fine di trarre ispirazione per nuove canzoni. Lennon amava profondamente la musica nera, il gospel e, in particolare, il rhythm and blues. Negli anni a seguire, John si dimostrò un artista eclettico, riuscendo a farsi apprezzare anche come attore, sia nei film dei Beatles ("Help","Magical Mystery Tour"), sia in pellicole non musicali ("Come vinsi la guerra"), e persino come scrittore ("In His Own Write"), vincendo dei premi letterari. L'aspetto di John, però, che colpì maggiormente il pubblico e i critici fu senz'altro il suo gusto dissacrante e sardonico nei confronti delle istituzioni. Da perfetto ragazzo terribile e ribelle, criticò e derise pubblicamente la ricchezza sfrenata e ostentata dalla famiglia reale, durante il concerto natalizio, eseguito in presenza della regina; si permise, in seguito, di criticare duramente le istituzioni religiose, scatenando ondate di sdegno pubblico in America, culminate in immensi falò dei dischi dei Beatles, organizzati da fanatici religiosi. Durante il periodo che lo vide insieme ai Beatles, John Lennon pubblicò tre album di musica elettronica sperimentale (almeno per l'epoca), che non ebbero grande successo. Nel 1969, registrò l'album dal vivo Live Peace in Toronto, con una band appositamente creata, la Plastic Ono Band, che in quell'occasione annoverava musicisti come Eric Clapton, Klaus Voormann e Alan White. Tale album contiene, tra le altre canzoni, le ben note "Give Peace a Chance", vero e proprio inno contro le guerre nel mondo, e l'allora inedita "Cold Turkey" (brano che si rifà alla sua esperienza con l'eroina): il cold turkey, letteralmente «tacchino freddo», un riferimento all'astinenza, è il sudore di chi cerca di disintossicarsi. [modifica] Bed-in di protesta
Lennon mentre registra la canzone Give Peace a Chance
Risale al 1969 l'episodio del bed-in di protesta pacifista, attuato da Lennon assieme ad Yoko Ono all'Hotel Hilton di Amsterdam: i due, che stavano trascorrendo la loro luna di miele, in segno di protesta contro ogni tipo di violenza nel mondo, trascorsero a letto un'intera settimana, dal 25 al 31 marzo, facendosi riprendere da numerosi fotografi. Proprio durante questo bed-in, fu effettuata la registrazione di "Give Peace a Chance", uno dei primi singoli targati Plastic Ono Band. Un periodo di forte esposizione mediatica, che spesso però andava oltre le intenzioni dello stesso Lennon. [modifica] L'addio ai BeatlesQuando John incontra e instaura la relazione con Yoko Ono, iniziano i contrasti all'interno della band. Difatti Yoko - già nota artista d'avanguardia - non era gradita, e uno dei motivi dello scioglimento consiste proprio nell'allontanamento di John dai Beatles, imputato proprio all'influenza della compagna. John lavorava, dal 1968, sempre più spesso con Yoko, sulla base di provini realizzati insieme. Iniziava così la sua carriera da solista, distruggendo a poco a poco la sua immagine di Beatle. I Beatles si separarono, ufficialmente, nell'aprile del 1970, ma John, già emotivamente lontano, non ne risentì minimamente. Alla fine dell'anno, John Lennon e Yoko Ono pubblicarono i rispettivi album come solisti, entrambi accompagnati dalla medesima formazione della Plastic Ono Band, con Ringo Starr, Klaus Voormann, Billy Preston. John Lennon/Plastic Ono Band contiene, tra le altre, le canzoni Mother, dedicata alla madre, e Working Class Hero, un brano fortemente autobiografico e politicamente impegnato sulle origini proletarie e sull'infanzia difficile di Lennon. Un'altra presa di posizione fu "Power to the People", un brano corale dei primi mesi del 1971 che divenne anch'esso un inno dei comunisti americani e dei manifestanti pacifisti contro la guerra del Vietnam, sebbene le foto pubblicitarie ritraessero il gruppo rivoluzionario giapponese "Zengakuren"[1] Seguì il primo trionfo di Lennon come solista, l'album Imagine, arrivato ai primi posti delle classifiche, sia in Europa che negli Stati Uniti. L'album sarebbe diventato il suo disco di maggior successo, soprattutto grazie alla grande notorietà della title track, diventare un inno internazionale del pacifismo:
I videoclip dell'epoca mostrano la villa di Lennon e Ono come appariva nel pieno del loro "periodo bianco": le pareti, il pianoforte, persino gli abiti erano tutti rigorosamente bianchi. L'album fu prodotto da Phil Spector che, tra l'altro, introdusse l'effetto eco a risposta corta, riproposto anche nei due album successivi. La stampa internazionale si occupò esaurientemente dell'ennesima polemica a distanza tra Lennon e McCartney, culminata con la canzone "How Do You Sleep".[2] Nel marzo 1972, la Plastic Ono Band si esibì dal vivo a New York, con Frank Zappa e i Mothers of Invention. Il concerto trovò posto sul successivo album solista di Lennon, Some Time in New York City del 1972, che aveva un'impostazione chiaramente politica. Il disco, che ebbe ottimi riscontri di vendite in Gran Bretagna e pessimi negli Stati Uniti, si avvaleva di prestigiose collaborazioni; alle incisioni del lato 3, per esempio, registrato dal vivo al Lyceum londinese, parteciparono Eric Clapton e George Harrison alla chitarra, Billy Preston e Nicky Hopkins alle tastiere, Klaus Voorman al basso, Keith Moon e Jim Gordon alla batteria.[3] Un'altra apparizione live importante fu quella con Yoko Ono e gli Elephant's Memory (gruppo newyorkese, noto soprattutto per la colonna sonora del film "Midnight Cowboy") al concerto di beneficenza per la fondazione benefica One to One, che si svolse il 30 agosto 1972 al Madison Square Garden di New York. A fine anno, fu poi pubblicato il singolo "Happy Xmas (War Is Over)", che sarebbe diventato un tipico standard natalizio. I rapporti di Lennon con l'industria discografica furono tumultuosi, poiché Lennon pretendeva la totale autonomia e indipendenza delle sue opere, mentre i discografici non accettavano un prodotto finito a scatola chiusa. È d'altronde vero che Lennon non finiva mai di stupire il mondo con le sue celeberrime provocazioni, come l'album Two Virgins, da molti ritenuto una oscenità rivoluzionaria, la restituzione, tra le lacrime della zia Mimi, dell'onorificenza e del titolo di baronetto e le continue battaglie, anche radical, a favore dei comunisti, di alcuni personaggi molto discussi come John Sinclair e Angela Davis, il suo sostegno, anche finanziario, ai Black Panthers, ai movimenti femministi americani, il tutto divulgato anche attraverso i testi e i titoli delle sue canzoni (LP Some Time in New York City); proprio per questo, i discografici e non solo loro, non si fidavano troppo delle sue iniziative definite destabilizzanti. Dal settembre 1973, John Lennon e Yoko Ono vissero un periodo di separazione, che sarebbe durato 18 mesi, durante i quali Lennon si trasferì in California, accompagnato dalla giovane segretaria personale di lei, May Pang. Questo periodo, che Lennon più tardi definì il suo «weekend perduto» (lost weekend), al di là di qualche bevuta di troppo con l'allegra brigata di Harry Nilsson, Ringo Starr, Elton John e alcuni altri - coi quali l'ex-Beatle fu il protagonista di alcuni coloriti episodi pubblici, puntualmente riportati dalla stampa - fu in realtà molto creativo dal punto di vista musicale. Alla fine del 1973, era uscito Mind Games, il suo primo album autoprodotto, che sembrò riportarlo allo stile di Imagine. Poi, dopo aver iniziato e successivamente accantonato una serie di registrazioni di standard di rock'n'roll anni cinquanta, nell'ottobre 1974 Lennon pubblicò l'apprezzato Walls and Bridges, il suo miglior album dai tempi di Imagine. Il disco, grazie al successo del singolo "Whatever Gets You Thru the Night", arrivò al primo posto in classifica negli Stati Uniti. Tra gli ospiti presenti in Walls and Bridges, c'era anche Elton John, il quale, convinto delle potenzialità di "Whatever Gets You Thru the Night", durante le registrazioni aveva fatto promettere a Lennon che, se la canzone fosse arrivata al Numero Uno in America, l'ex-Beatle sarebbe apparso dal vivo come ospite durante un suo concerto. Elton aveva visto giusto. La sera del 28 novembre 1974, per tener fede alla parola data, Lennon fece la sua apparizione al Madison Square Garden di New York e i due suonarono tre pezzi insieme: la hit del momento "Whatever Gets You Thru the Night", "Lucy in the Sky with Diamonds" dei Beatles (riportata in auge proprio in quel periodo da un singolo-cover di Elton John) e "I Saw Her Standing There". Fu quella l'ultima apparizione dal vivo di John Lennon e la si può trovare anche su disco. Nel gennaio del 1975 Lennon piazzò un altro "Numero Uno" negli Stati Uniti, questa volta come coautore, grazie alla canzone Fame incisa da David Bowie. È da sottolineare che Lennon partecipò anche alla seduta di registrazione del brano suonando la chitarra e cantando come seconda voce. Nel 1975, Lennon tornò a vivere con Yoko Ono a New York. Pubblicò un ultimo album, Rock 'n' Roll, contenente classici del rock anni '50 che ebbe una storia emblematica. Innanzitutto ne esistono due versioni: la prima si chiamava "Roots", conteneva due canzoni non comprese nel secondo disco ("Angel Baby" e "Be My Baby") e avrebbe dovuto essere distribuito, addirittura, per corrispondenza dalla etichetta "Adam VIII". Però il disco risultò sconosciuto a causa della fatiscente campagna promozionale. Solo in seguito l'album fu pubblicato con il titolo, la copertina e con qualche traccia diversa e con modalità tradizionali dalla Apple. Dopodiché si ritirò dalla musica per 5 anni, si mormora a causa di una dipendenza dall'eroina (qualcuno disse che, in quel periodo, cercò di disintossicarsi), ma più probabilmente per stare vicino al figlio appena nato, Sean, e all'amore ritrovato, Yoko. [modifica] Il fatale 8 dicembreSolo nel 1980, Lennon tornò in studio per registrare il nuovo album, Double Fantasy, che venne pubblicato nel novembre di quello stesso anno. Poche settimane dopo l'uscita dell'album, dopo un pomeriggio trascorso in studio di registrazione, alle 22.50 dell'8 dicembre 1980, mentre il musicista rincasava con la moglie e si trovava di fronte all'ingresso del Dakota Building, il lussuoso palazzo in cui risiedeva, sulla 72ma strada a New York, un giovane squilibrato, di nome Mark Chapman, esplose contro di lui quattro colpi di rivoltella (il quinto lo mancò) dicendo: «Hey, Mr.Lennon! Sta per entrare nella storia». Soccorso da una pattuglia di polizia, Lennon perse coscienza durante la corsa verso l'ospedale, dove fu dichiarato morto alle 23.09 (aveva 40 anni). Per ironia della sorte, proprio uno degli artisti che maggiormente avevano appoggiato il pacifismo nella storia della musica era morto di morte violenta. Il tragico evento fece balzare Double Fantasy al primo posto in classifica, sia negli Stati Uniti sia in Gran Bretagna, e riportò in auge gran parte dei dischi precedenti. Tra la fine del 1980 e i primi mesi del 1981, Lennon fu infatti presente nelle classifiche con i singoli "(Just Like) Starting Over", "Give Peace a Chance", "Happy Xmas (War Is Over)", "Imagine", "Woman" e "Watching the Wheels", e con gli album Double Fantasy, Imagine, Walls and Bridges, Rock 'n' Roll e Shaved Fish. In una recente intervista, rilasciata a Radio BBC dalla moglie Yoko Ono, si è appreso che Lennon, la sera della sua uccisione, stava andando a salutare il figlio Sean.[4] [modifica] Gli anni successiviCome già accaduto con altre illustri vittime del rock, la morte di John Lennon ha aperto la strada a svariate operazioni discografico-speculative, che hanno visto coinvolta in prima persona Yoko Ono, la quale è stata l'artefice principale (e spesso nell'ombra) di tutte le varie ricorrenze che, soprattutto nel corso degli anni ottanta, hanno assiduamente celebrato la vita e la musica di Lennon. Criticata e contestata, anche dopo la morte del marito, la Ono si è dimostrata comunque abile nel gestire l'ingente fortuna lasciatale dall'ex-Beatle, uno degli artisti più importanti del secolo. Indipendentemente da queste considerazioni, è senz'altro vero che la figura di John Lennon ha influenzato notevolmente la prima parte degli anni ottanta, periodo in cui molti artisti gli hanno dedicato canzoni di tributo. In particolare, nel 1981, i Roxy Music gli hanno dedicato, con molto successo, una azzeccata versione di "Jealous Guy", mentre gli ex colleghi George Harrison e Paul McCartney lo hanno ricordato, rispettivamente con "All Those Years Ago" (1981) e "Here Today" (1982). L'8 dicembre 1980, i Queen si stavano esibendo alla Wembley Arena di Londra, quando giunse sul palco la notizia della morte di John Lennon, direttamente da New York; omaggiarono il grande artista, nell'esibizione del giorno dopo, con una versione della sua "Imagine". Elton John, che aveva frequentato molto Lennon negli ultimi anni, ed era il padrino di suo figlio Sean, gli dedicò due canzoni: la strumentale "The Man Who Never Die" e la commovente "Empty Garden (Hey Hey Johnny)", nell'album Jump Up! del 1982, che viene spesso eseguita anche dal vivo accompagnata da un collage di filmati su John. Anche i Queen lo ricordarono, con la canzone "Life Is Real (Song for Lennon)", contenuta nell'album Hot Space del 1982. Per quanto riguarda la discografia postuma, alla fine del 1982 è stata pubblicata la prima antologia, The John Lennon Collection, un album di grande successo. È poi seguìto Milk and Honey nel 1984, l'ultimo album contenente canzoni nuove, che era stato registrato nell'estate del 1980, contemporaneamente a Double Fantasy. Verso la metà del decennio, il figlio primogenito, Julian, nato dal primo matrimonio, ha ottenuto un discreto successo come solista e come probabile sosia del padre. Nel 1986, la registrazione del concerto "One To One" del 1972 è stata pubblicata sull'album Live in New York City. Successivamente, nel 1988, in risposta ad una biografia, non autorizzata e ferocemente negativa nei confronti di Lennon, scritta da Albert Goldman, è stato realizzato il film documentario "Imagine: John Lennon", la cui colonna sonora è stata pubblicata sull'album dallo stesso titolo. Nel 1989, ad un'asta di Christie's, in cui vennero battute alcune memorabilia dei Beatles, apparve il Jukebox di John Lennon, acquistato poi per 2.500 £, dall'impresario musicale di Bristol John Midwinter. Lennon aveva acquistato il jukebox nel 1965, inserendovi quaranta canzoni tra le sue preferite, in modo da poterle ascoltare in tour. Nel 1990, in coincidenza con le ricorrenze di quello che sarebbe stato il 50° compleanno dell'artista e del decimo anniversario della sua scomparsa, l'opera solista di John Lennon è stata raccolta nel box quadruplo Lennon. Più recentemente, nel 1997, è stata pubblicata l'antologia Lennon Legend, che ha sostituito la celebre Collection del 1982. Alla fine del 1998, è stata poi la volta del cofanetto Anthology dei Beatles, che presenta un assemblaggio di outtakes, prove di studio e demo casalinghi. Nel marzo 2002, la sua città natale, Liverpool, ha deciso di onorarlo, intitolandogli l'aeroporto cittadino e adottando come motto dello stesso una frase tratta dalla canzone "Imagine": «Above us only sky»" ('Sopra di noi, solo il cielo'). Il 9 ottobre del 2007, Yoko Ono inaugura un monumento alla sua memoria: l'Imagine Peace Tower sull'isola di Vidney, nei pressi di Reykiavik, in Islanda.[1] [modifica] Curiosità
[modifica] Discografia[modifica] Album
[modifica] Album di cover
[modifica] EP
[modifica] Live
[modifica] Pubblicazioni postume
[modifica] Note
[modifica] BibliografiaJohn Lennon scrisse e pubblicò due libri: "John Lennon: In His Own Write" (1964) e "A Spaniard in the Works" (1965), usciti in Italia, riuniti in un unico testo, sotto il titolo "Vivendo cantando. Racconti e Lennonse" (1990), a cura di Donatella Franzoni e Antonio Taormina. Fra le numerose biografie scritte su di lui, si segnalano quelle di Albert Goldman, "The Lives of John Lennon" (ferocemente critica nei confronti di Lennon), e di Ray Coleman, "Lennon: The Definitive Biography" (più equilibrata). Da non perdere (contiene la discografia beatlesiana più aggiornata in Italia) anche "Gli ultimi giorni di Lennon", di Michelangelo Iossa, del 2005, per la Infinito Edizioni. Uno spaccato interessante e inedito della vita newyorkese di Lennon, da «mammo» del figlio Sean, al mito che si apprestava a tornare sulle scene musicali, fino al fatidico 8 dicembre 1980, quando fu ucciso l'uomo e nacque la leggenda. La prima biografia uscita in Italia è "John Lennon oltre il mito", del 1985, Fratelli Gallo Editori, scritta da Antonio Taormina. [modifica] Altri progetti
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