Grosseto

Grosseto
Panorama di Grosseto
Grosseto - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Toscana
Provincia: stemma Grosseto
Coordinate: 42°46′20″N 11°06′32″E / 42.77222, 11.10889Coordinate: 42°46′20″N 11°06′32″E / 42.77222, 11.10889
Altitudine: 10 m s.l.m.
Superficie: 474,3 km²
Abitanti:
79.589 31-01-2008
Densità: 168 ab./km²
Frazioni: Alberese, Batignano, Braccagni, Istia d'Ombrone, Marina di Grosseto, Montepescali, Nomadelfia, Principina a Mare, Principina Terra, Rispescia, Roselle 
Comuni contigui: Campagnatico, Castiglione della Pescaia, Gavorrano, Magliano in Toscana, Roccastrada, Scansano
CAP: 58100
Pref. telefonico: 0564
Codice ISTAT: 053011
Codice catasto: E202 
Nome abitanti: grossetani 
Santo patrono: San Lorenzo 
Giorno festivo: 10 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« Così è Grosseto nella sua amabile cerchia di mura cinquecentesche che, ben piantate e bassotte, impennacchiate di alberi frondosi quasi come quelli di Lucca, con i suoi baluardi, fra tutte quelle splendide palme, belle come a Roma, e i pini e i cipressi, risiede come un centro da tavola sulla tovaglia verdissima della pianura maremmana. »

Grosseto è una città della Toscana di 79.589 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e centro principale della Maremma.

È il capoluogo più a sud tra quelli della Toscana e, per superficie territoriale, risulta essere il più vasto comune della regione, nonché il terzo dell'Italia centrale e il nono dell'intero territorio nazionale[1]. A livello demografico, la città contava appena 4.724 abitanti subito dopo l'Unità d'Italia[2], iniziando da allora una crescita esponenziale che ha portato al superamento della soglia delle 70.000 unità nel 1991[3].

Dal punto di vista urbanistico, la città è uno dei pochi capoluoghi di provincia (Ferrara, Bergamo, Lucca), il cui centro storico è rimasto completamente circondato da una cerchia muraria, nell'insieme integra, che ha mantenuto pressoché immutato il proprio aspetto nel corso dei secoli.

Indice

[modifica] Geografia

Per approfondire, vedi le voci Maremma e Valle dell'Ombrone.
« La verde Maremma!
Un deserto di bellezza colmo di sole - anche se un velo
Sopra si distende di malinconica tristezza;
Orma d'uomo non calpesta il regno della solitudine
Il deserto in fiore risplende invano. »
(Felicia Dorothea Hemans)
La spiaggia di Marina di Alberese
La spiaggia di Marina di Alberese

La città è posta a circa 12 km dal mare, dove si affacciano le frazioni comunali di Marina di Grosseto e Principina a Mare, al centro di una pianura alluvionale denominata Maremma grossetana, nel punto di confluenza della Valle dell'Ombrone. In passato, gran parte dell'area pianeggiante era occupata dal Lago Prile che si estendeva quasi fino alla parte occidentale della città. L'antico bacino lacustre costiero dalle caratteristiche palustri è quasi del tutto scomparso a seguito delle opere di canalizzazione rientranti nelle bonifiche settecentesche apportate dai Lorena, completate definitivamente tra gli '20 e '30 del secolo scorso dal governo fascista.

Nella parte nord-orientale del territorio comunale, presso la moderna frazione di Roselle che è sorta nei pressi dell'antica città etrusco-romana, si trova una sorgente termale di acqua sulfurea, della stessa natura e origine che contraddistingue le più rinomate Terme di Saturnia e le altre terme sparse tra il Monte Amiata, l'Area del Tufo e le Colline dell'Albegna e del Fiora.

Nella parte orientale e meridionale del territorio comunale scorre il fiume Ombrone, che con il suo corso prima costeggia la frazione comunale di Istia d'Ombrone e poi si avviciana in alcuni punti alla città con alcune sue anse che precedono la foce situata all'interno del Parco Naturale della Maremma, poco a sud di Principina a Mare.

La parte occidentale del territorio comunale è compresa nella Riserva naturale Diaccia Botrona, area palustre che si estende dove sorgeva l'antico Lago Prile, mentre l'area sud-occidentale rientra nel Parco naturale della Maremma, dove si estende l'area palustre della Trappola e si elevano le prime propaggini dei Monti dell'Uccellina a sud della foce dell'Ombrone.

Nel territorio comunale sono incluse anche le Formiche di Grosseto, nel cuore del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano; gli isolotti e l'intero tratto di mare che bagna il litorale grossetano rientrano anche nell'area marina protetta europea del Santuario dei Cetacei.

Il centro cittadino si trova ad un'altezza di circa 10 metri s.l.m., mentre il restante territorio comunale si estende ad altitudini comprese tra il livello del mare e i 417 metri del Poggio Lecci sui Monti dell'Uccellina, dove sorgono l'Abbazia di San Rabano e la Torre dell'Uccellina; altro rilievo degno di nota è il Poggio di Moscona (317 metri s.l.m.) che, con la sua caratteristica fortificazione, domina l'abitato di Roselle. Comunque, prendendo in esame soltanto le aree urbane e i centri abitati, l'altezza massima si registra a Montepescali con 222 metri s.l.m.

La città dista 140 kma da Firenze, 180 km da Roma, 150 km dallo scalo internazionale e intercontinentale dell'Aeroporto di Fiumicino; le città capoluogo di provincia più vicine a Grosseto sono Siena (71 km) e Livorno (133 km).

[modifica] Natura

Volpi nel Parco naturale della Maremma
Volpi nel Parco naturale della Maremma

Il territorio comunale di Grosseto rientra in ben 4 distinte aree protette.
In particolare, va segnalato che la parte nord-occidentale del territorio comunale è compresa nella Riserva naturale Diaccia Botrona (area umida di grande pregio naturalistico), la parte sud-occidentale rientra nel Parco naturale della Maremma (tra la foce dell'Ombrone, la linea di costa e i Monti dell'Uccellina), le Formiche di Grosseto che sono incluse sia nel Parco nazionale Arcipelago Toscano che nel Santuario dei Cetacei, area marina protetta a livello internazionale che comprende anche l'intero tratto litoraneo del comune di Grosseto, oltre alle acque antistanti.

Aree protette che interessano il Comune di Grosseto

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi le voci Clima di Grosseto, Clima della Toscana e Clima italiano.

Il clima della città di Grosseto è mitigato dalla vicinanza del mare e presenta estati calde ma costantemente ventilate dalla brezza marina di ponente ed inverni non particolarmente freddi. Secondo la classificazione climatica [4] proposta da Thornthwaite basata sul cosiddetto Moisture Index, la città di Grosseto è contraddistinta da un clima subarido C1, mesotermico B'2, con eccedenza moderata invernale s (deficit idrico tra aprile e settembre di circa 300 mm) e concentrazione estiva dell'efficienza termica b'4, caratteristiche comuni a gran parte della fascia costiera della Maremma grossetana e laziale [5].

A livello fitoclimatico, l'intero territorio comunale di Grosseto è includibile nella sottozona calda del Lauretum del 2° tipo, che interessa analogamente l'intero tratto costiero e l'entroterra pianeggiante e di bassa collina di tutta la provincia.

Le temperature medie annue si attestano attorno ai 15°C nelle aree pianeggianti, con valori medi attorno agli 8°C in gennaio e prossimi ai 24°C in luglio[6].

Le precipitazioni, piuttosto contenute e concentrate soprattutto nel periodo autunnale, sono generalmente di breve durata, talvolta a carattere temporalesco. Mediamente, oscillano attorno ai 600 mm annui (valori minori lungo la fascia costiera, maggiori nell'entroterra continentale e collinare), distribuite tra i 60 e i 70 giorni[6].

In base ai dati estrapolati dalle rilevazioni dell'eliofania in Italia, tra tutti i capoluoghi di provincia, Grosseto è una delle città che conta mediamente il maggior numero di giornate con cielo sereno nell'arco dell'anno. Risultano essere frequenti, specialmente durante la stagione primaverile ed estiva, ma talvolta anche in inverno, prolungati periodi di giornate soleggiate, soprattutto nell'area del territorio comunale che si affaccia sulla costa[7] [8].

Le nevicate, eventi più unici che rari, si verificano in pianura solo in caso di un intenso e persistente raffreddamento al suolo, seguito da rapidissime discese di aria polare verso il Mediterraneo occidentale e l'Africa nord-occidentale, da dove si innescano venti di libeccio insolitamente gelidi che, caricandosi di umidità, sono in grado di portare precipitazioni nevose anche al livello del mare nell'area grossetana (storico evento accaduto nel 1956 e nel 1985).

La nebbia risulta un fenomeno rarissimo e di breve durata, mediamente si verifica 3-4 volte all'anno e soltanto nelle prime ore del mattino. La scarsità di tale fenomeno favorisce l'elevata eliofania.

[modifica] Stazioni meteorologiche

Nel territorio comunale sono ubicate le seguenti stazioni meteorologiche.

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Grosseto.
« Città forte. Non grande, ben murata
e difesa da sei bastioni e da una rocca,
con due sole porte, una che guarda la terraferma,
l'altra, dalla quale si esce verso il mare »
Tram a cavalli di inizio Novecento
Tram a cavalli di inizio Novecento

L'area attorno alla città di Grosseto era già abitata in epoca preistorica, come testimoniano alcune tracce rinvenute nelle grotte del Parco naturale della Maremma, nei pressi della frazione comunale di Alberese. La stessa zona risultava abitata anche in epoche successive, come testimoniano alcuni resti di epoca etrusco-romana. Inoltre, proprio a partire dal VII secolo a.C. andò sviluppandosi l'antica Roselle, fondata dagli Etruschi, passata successivamente ai Romani e rimasta abitata fino al XII secolo, della quale si conserva un vasto sito archeologico che rientra nei confini comunali.

Le origini della città risalgono all'alto Medioevo, nonostante alcuni ritrovamenti più antichi ma molto sporadici che sono stati effettuati in alcuni punti dell'area urbana.

La città viene menzionata per la prima volta nell'agosto 803, quando l'antica chiesa di San Giorgio e molti suoi beni vennero dati in anfiteuse ad Ildebrando degli Aldobrandeschi, i cui successori furono conti della Maremma grossetana sino alla fine del XII secolo. [9] Iniziò così il dominio degli Aldobrandeschi [10], con cui la città raggiunse la sua maggior potenza, grazie all'elevato grado di indipendenza che l'Impero concesse alla contea da loro amministrata.

Tra il 1137 e il 1138 la città e i suoi abitanti conobbero importanti momenti di gloria; prima venne respinto un violento assedio condotto dal duca Arrigo di Baviera, successivamente vi fu trasferita la sede vescovile, la cui cattedra aveva avuto fino a quel momento la sede nell'antica Roselle; nel 1151 la città prestò giuramento a Siena, con la quale stipulò anche importanti accordi per la dogana del sale.

L'inizio del Duecento vide la nascita del libero Comune. Nel 1204 venne redatto la Carta delle Libertà, uno statuto che regolava i rapporti tra i singoli cittadini e tra la cittadinanza e i conti Aldobrandeschi che vi governavano, pur con una certa sottomissione a Siena. Nel 1222, gli Aldobrandeschi concessero ai cittadini la facoltà di nominare un podestà, tre consiglieri e i consoli, atto che portò ad una disobbedienza civile verso il comune di Siena. Il successivo invio di tremila uomini da Siena e una serie di attività diplomatiche intraprese ristabilirono, nel settembre del 1244, fedeltà e obbedienza, pur rimanendo alla cittadinanza i privilegi che erano stati concessi dall'Impero alla contea aldobrandesca.

Nel 1224, l'imperatore Federico II visitò la città, favorendo in seguito l'arrivo e la permanenza in città di poeti, uomini della nobiltà da ogni parte d'Italia, grazie alla sua fama di peronaggio colto e di mecenate. Proprio durante la permanenza a Grosseto, Federico II riuscì a smascherare la congiura di Capaccio ordita da Pandolfo di Pasanella.

Dopo la serena parentesi Umberto e Aldobrandino Aldobrandeschi, morto il padre Guglielmo, cercarono di riconquistare ai Senesi i domini perduti; gli eserciti senesi però, nel 1259, costrinsero alla resa la città e nominarono podestà un loro concittadino. Di nuovo libera dopo appena un anno, Grosseto combatté a fianco di Firenze nella battaglia di Montaperti; rioccupata, devastata, scomunicata da Clemente IV, recuperata la libertà, dichiarata la Repubblica con a capo Maria Scozia Tolomei, assediata da Ludovico il Bavaro e dall'antipapa Nicola V nel 1336, subì la definitiva sottomissione a Siena.

Tentativi di rivolta che portarono allo Statuto del 1421 [11], pestilenze, tra le quali quelle del 1430 e del 1527 (a cui seguì l'anno successivo una incursione del corsaro Barbarossa), caratterizzarono il periodo precedente al 1552 anno in cui i Grossetani cacciarono gli Spagnoli che presiedevano la città.

La definitiva caduta della Repubblica di Siena e la successiva pace di Cateau-Cambrésis determinarono il passaggio della città nel Granducato di Toscana. Proprio in questo periodo, i Medici ricostruirono una più ampia e fortificata cinta muraria, crearono l'Ufficio dei Fossi, ed iniziarono a costruire nuove strade. Tuttavia, la trascuratezza per le aree pianeggianti attorno alla città non risolse i problemi legati alla malaria.

Il passaggio di consegne nel Settecento dalla dinastia dei Medici a quella dei Lorena che divennero i nuovi granduchi di Toscana, fece sì che la città, il suo territorio e l'intera provincia fossero separati da Siena. Pietro Leopoldo concesse la podesteria, costituendo di fatto l'ente provinciale, con nuovi ordinamenti politici ed economici.

Dopo il Congresso di Vienna, Ferdinando III di Toscana fece riprendere le opere di bonifica della Maremma, grazie alla collaborazione dell'ingegnere Vittorio Fossombroni. Anche il successore Leopoldo II di Lorena continuò le opere di risanamento della pianura grossetana, stabilendo un ottimo rapporto reciproco con la cittadinanza, tanto che i Grossetani, il 1° maggio 1846, inaugurarono in Piazza delle Catene il Monumento a Canapone a lui dedicato. La politica divise in seguito i Grossetani dal granduca, Grosseto partecipò attivamente al Risorgimento, pur ricordando sempre positivamente nel corso del tempo la figura del granduca, anche dopo la sua definitiva partenza da Firenze che seguì l'Unità d'Italia.

L'abolizione dell'estatatura nel 1897 costituì le premesse per lo sviluppo che la città e il territorio hanno conosciuto durante il secolo scorso; i cui avvenimento più funesti furono certamente il bombardamento aereo che la città subì durante la seconda guerra mondiale il 26 aprile 1943, lunedì dell'Angelo di quell'anno, e l'eccidio di Maiano Lavacchio del 22 marzo 1944, tragico evento nel quale furono uccisi i Martiri d'Istia, un gruppo di giovani che risiedeva principalmente nella frazione comunale di Istia d'Ombrone[12]

Stemma di Grosseto
Stemma di Grosseto

[modifica] Toponimo

Nel corso dei secoli, il capoluogo maremmano ha avuto diverse denominazioni, la più ricorrente delle quali era Grossetum; in altre circostanze la città viene menzionata anche coi nomi Crassetum e Rosetum.

In ogni caso, la città è sempre menzionata col nome Grossetum nelle bolle pontificie di Innocenzo II del 1138, di Celestino II del 1143 e di Clemente III del 1188; questa risulta essere, pertanto, la corretta denominazione originaria di Grosseto.[13]

[modifica] Stemma

Inizialmente, lo stemma della città di Grosseto era costituito unicamente dal grifone, mitico animale alato che rievoca la cultura e le origini dei cittadini grossetani, riconducibili al popolo etrusco che, fin dal VII secolo a.C., si era insediato ed aveva abitato l'antica Roselle, città che ha costituito le vestigia del capoluogo maremmano.

In epoca medievale il grifone fu collocato sopra uno scudo rosso che rappresentava la vicinanza al partito ghibellino. Superato l'assedio del settembre 1328 quando, a seguito di quattro giorni di continua e intensa battaglia, vennero respinte le truppe di Ludovico il Bavaro, il grifone venne armato di una spada, a ricordo dello storico evento in cui la città passò agli onori delle cronache militari dell'epoca. Da allora, lo stemma comunale è pervenuto fino ai giorni nostri senza ulteriori modifiche[13].

[modifica] Demografia

Abitanti censiti

Grosseto conta attualmente (marzo 2008) oltre 79.589 abitanti registrando ancora una buona fase di crescita, dopo essere stata per anni il capoluogo di provincia meno antropizzato della Regione; la città sembra espandersi secondo direttrici urbanistiche delineate dalla attenta programmazione territoriale, che si è definita nel tempo. Inoltre, va rilevata una espansione demografica costante, senza cioè conoscere pause o arretramenti, dal dopoguerra ad oggi, forse a segnare un incremento economico (agricoltura di qualità, turismo) con basi solide, non soggetto a situazioni di crisi o di regressione.

Analizzando il grafico sulla crescita della popolazione nel corso degli anni, appare evidente che Grosseto, al momento dell'Unità d'Italia, con i circa 4.700 abitanti risentiva ancora dell'effetto negativo causato dalla presenza della malaria che caratterizzava gran parte delle aree pianeggianti della Maremma.

All'inizio del Novecento, la popolazione era già raddoppiata, superando le 9.600 unità. Da allora, la crescita è proseguita in modo esponenziale, come è ravvisabile dall'andamento iperbolico all'interno del grafico, fino al 1981, grazie all'arrivo di numerosi immigrati, prima dall'Italia nord-orientale (Veneto in primis) grazie alla riforma agraria e nei decenni successivi anche da altre regioni, soprattutto dell'Italia meridionale.

Dal 1981 in poi la crescita demografica è proseguita, seppure in modo meno netto rispetto agli anni precedenti, iniziando ad assestarsi a partire dal 1991; nel 2001 viene rilevato un calo impercettibile, ma le statistiche demografiche degli ultimi anni dimostrano una ripresa della crescita.[14]

[modifica] Territorio e sviluppo urbanistico

[modifica] Centro storico

Il centro storico di Grosseto è completamente racchiuso entro una cinta muraria fortificata che, a livello urbanistico, lo isola quasi completamente rispetto al resto della città, fatta eccezione per l'area di Porta Nuova dove nel corso dell'Ottocento fu demolita la porta cittadina, riempito il terrapieno del fossato e abbattuto un piccolo tratto di cortina muraria.

L'attuale centro storico è il risultato della ricostruzione cinquecentesca delle mura, durante la quale assunsero un perimetro maggiore che allargò la superficie del centro storico cittadino rispetto al tessuto urbano medievale; tuttavia, la realizzazione delle Mura medicee comportò l'abbattimento di molti edifici di epoca medievale, tra cui anche alcuni complessi religiosi, che sorgevano al di fuori del preesistente centro cittadino lungo il perimetro dove poi è sorta l'attuale cinta muraria bastionata di forma esagonale.

Nonostante l'ampliamento di epoca rinascimentale, il centro storico di Grosseto risulta ancora oggi di dimensioni piuttosto raccolte e contenute che consentono di poterlo visitare facilmente, grazie anche alla pedonalizzazione totale di molte strade.

In passato, il centro storico di Grosseto fu suddiviso in tre terzieri, il Terzo di San Pietro nella parte settentrionale, il Terzo di Città nella parte centrale e il Terzo di San Giorgio nella parte meridionale: tali suddivisioni sono andate via via scomparendo nel corso del tempo.

[modifica] Principali piazze e strade

Piazza Dante
Principale piazza cittadina, è stata realizzata in forma trapezoidale tra il Duecento e il Trecento. Da sempre il cuore della vita civile e religiosa della città, al centro vi è collocato il Monumento a Canapone; vi si affacciano il Duomo, il Palazzo Comunale, Palazzo Aldobrandeschi (attuale sede della provincia). Il lato meridionale e quello occidentale sono caratterizzati da una serie di edifici che si articolano sopra un comune loggiato-porticato, che si sviluppa ad L senza soluzioni di continuità. All'angolo destro della facciata del Duomo spicca la presenza della Colonna romana.
Corso Carducci
Principale via dello shopping cittadino, collega Piazza Dante a Porta Nuova lungo un tratto dell'antico tracciato della Via Aurelia che attraversava il centro storico. Vi si affacciano la Chiesa di San Pietro, alcuni palazzi in stile liberty e neorinascimentale e il Palazzo Vescovile, divenuto sede della Curia diocesana dopo l'abbattimento del Palazzo dei Priori durante il Ventennio fascista.
Piazza Socci
Piccola piazza che si apre lungo Corso Carducci, nelle vicinanze della Chiesa di San Pietro, caratterizzata dalla presenza del monumento in bronzo ad Ettore Socci, realizzato agli inizi del secolo scorso.
Veduta di Corso Carducci
Veduta di Corso Carducci
Piazza Baccarini
Caratterizzata dalla presenza del Monumento ad Andrea da Grosseto, vi si affacciano il Palazzo del Vecchio Tribunale (Museo archeologico e d'arte della Maremma) sul lato meridionale e la facciata della Chiesa dei Bigi su quello orientale, all'estremità di Via Vinzaglio. Nella parte nord-orientale, la piazza si inoltra senza soluzione di continuità in Piazza San Francesco.
Strada Vinzaglio
Caratteristica via cittadina che ha inizio dal lato meridionale di Piazza Baccarini. Vi si affaccia il Convento delle Clarisse, attiguo alla Chiesa dei Bigi, dove ha origine il Chiasso delle Monache.
Chiasso delle Monache
Suggestivo vicolo a doppio arco, che collega Strada Vinzaglio alla parte sud-occidentale di Piazza San Francesco, attraversando sul piano stradale il Convento delle Clarisse, che ospita attualmente il Museolab della città di Grosseto.
Piazza San Francesco
Continuazione nord-orientale di Piazza Baccarini, vi si affacciano la Chiesa di San Francesco e il complesso del Vecchio Spedale che attualmente ospita alcuni uffici comunali e il Polo Universitario Grossetano. Di fronte al fianco destro della chiesa vi è collocato un caratteristico pozzo.
Strada Ginori
Caratteristica via del centro storico, che si snoda ad andamento semicircolare, parallelamente al lato nord-orientale delle Mura di Grosseto. La strada collega il lato meridionale di Piazza San Francesco col lato settentrionale di Piazza della Palma; vi si affacciano diversi edifici di origini medievale.
Piazza della Palma
Di forma rettangolare e così denominata per la presenza di una palma secolare, si estende in direzione nord-sud. Nella parte nord-occidentale della piazza, si affacciano l'area absidale e il campanile della Chiesa della Misericordia.
Piazza dei Martiri d'Istia
Piccola piazza del centro storico, chiusa sul lato orientale dalla facciata della Chiesa della Misericordia.
Strada Ricasoli
Breve via che collega Porta Vecchia a Piazza Dante, costituiva il primissimo tratto della Via Aurelia che attraversava il centro storico da sud a nord. Gli edifici che vi si affacciano non presentano caratteristiche storiche od architettoniche rilevanti, fatta eccezione per quello che ospita la libreria all'imbocco di Piazza del Sale: al suo interno, sono conservati gli originari arredi in stile liberty. È ipotizzabile che nei secoli scorsi fosse la via del Ghetto [15].
Piazza del Sale
Antica piazza del mercato cittadino prima del suo spostamento fuori delle mura, si estende a forma poligonale tra il tratto sud-occidentale delle mura, Porta Vecchia e il Cassero del Sale, edificio medievale che le conferisce la denominazione.
Strada del Giuoco del Cacio
Costituisce l'intero anello viario, così denominato fino all'Ottocento, che costeggia internamente l'intera cerchia muraria di Grosseto. Lungo la parte semicircolare occidentale, denominata attualmente Via Mazzini, vi si affaccia il Teatro degli Industri, mentre la parte semicircolare orientale, chiamata Via Saffi, costeggia le mura tra il Bastione Rimembranza e Porta Vecchia. Il gioco a cui allude il nome della strada si basa su una forma di formaggio (cacio) da far rotolare per la via senza farla cadere; questo popolare gioco è detto anche ruzzola.
Piazza del Popolo
Situata all'estremità settentrionale del centro storico, fu realizzata negli anni 20 del secolo scorso in prossimità di Porta Nuova e della cortina muraria che fu parzialmente "tagliata" per avere a disposizione una superficie più ampia. Sul lato meridionale si affaccia l'ex Casa del Fascio.
Piazza della Vasca
Dedicata ai fratelli Rosselli, viene così denominata per la presenza, al centro, della fontana a forma circolare. Situata fuori delle mura poco oltre Porta Nuova, vi si affacciano alcune delle più imponenti e discusse architetture del Novecento che caratterizzano la città.

[modifica] Area urbana

L'area urbana della città di Grosseto si estende per pochi chilometri quadrati al di fuori della cinta muraria che racchiude il nucleo storico.

Durante l'Ottocento si sono sviluppati nuclei abitativi in senso centrifugo, dei quali sono ravvisabili i palazzi in stile liberty lungo la via che conduce alla stazione ferroviaria; nei primi decenni del secolo scorso furono costruite chiese monumentali a delimitare la nuova estensione dell'area urbana, alcune in stile neomedievale (Chiesa di San Giuseppe e Chiesa di San Giuseppe Cottolengo), altre in stile moderno-funzionalista (Basilica del Sacro Cuore di Gesù).

Negli ultimi decenni l'espansione è proseguita verso sud (avvicinandosi in alcuni punti all'argine della golena destra dell'Ombrone), verso est (fin quasi alle porte del moderno abitato di Roselle), verso nord (fino all'area industriale ed artigianale in prossimità dello svincolo della Variante Aurelia di Grosseto nord) e verso ovest (lambendo l'area aeroportuale).

Nonostante la recente espansione, il contesto urbano è inquadrabile all'interno di una più vasta area rurale che include le varie frazioni, le quali hanno mantenuto ancora oggi caratteri territoriali ed urbanistici ben distinti tra loro e rispetto al centro cittadino.

[modifica] Frazioni

La chiesa e la fattoria di Principina
La chiesa e la fattoria di Principina
Marina di Grosseto (3 metri s.l.m.)
Sorta nel 1793 con il completamento della torre voluta da Ferdinando III di Toscana, si caratterizza per un ampio arenile, una vasta pineta disseminata di rosmarini, ginestre e per una ricca ed incontaminata vegetazione mediterranea. La gente, a cominciare dai Grossetani, si è riversata in questo lembo di costa, l'antica San Rocco, già villaggio di pescatori con i suoi capanni di falasco e con qualche casetta in muratura e le caratteristiche baracche, si è trasformata nell'attuale località dove ville, moderni palazzi, ristoranti, banche, hanno creato una dimensione oramai cittadina. Siena, Arezzo, Firenze, Roma e tante altre città, vedono i loro abitanti riversarsi nel periodo estivo in questa ridente località, oramai divenuta un rinomato centro balneare.
Principina a Mare (3 metri s.l.m.)
Località costiera a pochi chilometri da Grosseto, è composta principalmente da case di villeggianti e poco popolata d'inverno. Oltre alle stazioni balneari, è piuttosto frequentata perché è l'ultimo insediamento prima della foce dell'Ombrone e confina con il parco naturale della Maremma. Infatti, gli arenili a sud, sono le classiche spiagge selvagge maremmane, che si addentrano in territori ancora paludosi verso l'Ombrone. Oltre a numerose case in affitto, anche hotel di alta categoria e un campeggio di categoria media.
Principina Terra (5 metri s.l.m.)
Moderno abitato sviluppatosi durante il secolo scorso presso la storica Fattoria di Principina, che ha conferito la denominazione anche al vicino complesso alberghiero. Oltre alla fattoria, è da segnalare la Chiesa di San Carlo Borromeo, originariamente cappella gentilizia del complesso rurale ed elevata a parrocchiale negli anni 60.
Rispescia (11 metri s.l.m.)
Località situata a circa 10 km a sud di Grosseto, alle porte del Parco naturale della Maremma (5 km a nord-est di Alberese). L'abitato si è sviluppato a partire dal secolo scorso attorno alla Chiesa di Santa Maria Goretti, grazie alla completa bonifica della zona e alla conseguente riforma agraria. Alla periferia orientale della frazione si trova il Centro di Educazione Ambientale di Legambiente che, nel mese di agosto, ospita la rassegna di Festambiente.
Il Giardino Granducale di Alberese
Il Giardino Granducale di Alberese
Alberese (42 metri s.l.m.)
Località inserita in un suggestivo contesto storico-ambientale che si è preservato nonostante la presenza dell'uomo, è raggiungibile deviando dall'Aurelia. "Sala d'aspetto" del Parco Naturale della Maremma, l'abitato è dominato dall'imponente mole della Villa Granducale che sorge su una modesta altura ai piedi dei Monti dell'Uccellina.
Istia d'Ombrone (39 metri s.l.m.)
Sorta come insediamento fortificato sopra la Valle dell'Ombrone e possesso dall'862 dei vescovi di Roselle-Grosseto, che vi ebbero diritti feudali con il titolo di conti e vi stabilirono una residenza. Passata in segutio alla famiglia Aldobrandeschi e nel corso del Trecento sotto il controllo dei Senesi, nel Quattrocento apparteneva alla famiglia Piccolomini. Insieme a Siena entrò a far parte alla metà del Cinquecento del Granducato di Toscana. Il centro storico conserva pregevoli monumenti di origini medievali.[16]
Roselle (25 metri s.l.m.)
Antica città etrusca, romana e medievale, ha da sempre posseduto una tutta sua particolare attrazione. Come un po' tutte le "lucumonie" etrusche, la città venne costruita, a partire dalla fine dell'età del Ferro, su di un'altura che per la sua vista e per la sua lontananza dalla, costa offriva una indiscussa sicurezza. La povertà di notizie non ci permette di conoscere con esattezza la consistenza territoriale del suo dominio, pur tuttavia si estese anche nei confronti di Vetulonia, di cui Roselle riuscì a fagocitare buona parte dei territori. Il periodo "tardo etrusco" segnò la massima espansione anche del suo abitato, la massima fioritura sia nel commercio che nella politica. Ma nel 294 a.C. la città venne conquistata. Come riporta Livio, duemila furono gli Etruschi uccisi intorno alle mura, altrettanti i prigionieri e assai gravi le condizioni della resa. La "Lupa" prima e l' "Aquila" poi contraddistingueranno la sua storia. Mentre gli Etruschi vanno dissolvendosi nell' immenso Impero Romano, la vita tende ad estendersi a svilupparsi nella pianura, nella adiacenza di grandi arterie. Con la fine deIl'Impero, Roselle, già sede di una diocesi, nel V secolo divenne il centro medievale più importante dell'area. Il suo abbandono fu poi graduale e parallelo all'emergere del nuovo centro di Grosseto, che ereditò la sede vescovile rosellana nel 1138. [17]
Nomadelfia (84 metri s.l.m.)
Località sorta nel Dopoguerra tra le frazioni di Roselle e Batignano, per ospitare l'omonima comunità religiosa fondata da Don Zeno Saltini. L'intera località ospita i terreni e i fabbricati abitativi, educativi e religiosi, utilizzati dalle famiglie della comunità, che vi risiedono in pianta stabile. Dalla Superstrada Grosseto-Siena è ben visibile sul lato settentrionale la grande croce collocata nel cuore di Nomadelfia, soprattutto nelle ore notturne quando si illumina nella campagna.
Veduta aerea di Braccagni in bianco e nero
Veduta aerea di Braccagni in bianco e nero
Batignano (150 metri s.l.m.)
Sorto come antico castello su una collina a nord-est del territorio comunale ebbe forse origini antica, ma si sviluppò in epoca medioevale, controllando lo sbocco della via verso Siena sulla piana grossetana e alcune miniere di piombo e di argento. Fu feudo degli Aldobrandeschi e appartenne nel 1213 a Manto da Grosseto. Passò quindi nel Trecento in dominio di Siena, ospitando numerosi immigranti dalla Corsica, e quindi nel Granducato di Toscana. Nel 1738 fu riunita al comune di Grosseto. [18] [19]
Braccagni (19 metri s.l.m.)
In passato semplice appendice della frazione di Montepescali, ha oggi assunto una veste tutta sua che le affida un ruolo di punto nodale per la stessa economia della zona. La stazione ferroviaria, l'Aurelia, certe attività sviluppatesi in questi ultimi anni, nuove abitazioni, hanno creato una identità di moderno paese, destinato a continua evoluzione. L'annuale Fiera del Madonnino (2007: XXIX Edizione) è una dimostrazione di come Braccagni stia rivelandosi non anacronistico borgo, ma moderno centro che con il lavoro ha saputo conseguire una precisa fisionomia grazie anche all'opera dei suoi abitanti. Attraverso iniziative come la rivista di tradizioni popolari La Sentinella del Braccagni o come la Festa del Maggio (che si svolge ogni primo Maggio), hanno saputo far rivivere culturalmentre un luogo di periferia. Braccagni, dunque, è un paese in via di sviluppo, a pochi chilometri da Grosseto, con un cuore che sa ancora di campagna. La ferrovia e la S.S. n.1 la rendono quanto mai accessibile. Nelle sue vicinanze sorge la Fattoria Acquisti.
Montepescali (222 metri s.l.m.)
Situato sulla cima di un colle nella parte settentrionale del territorio comunale, dove il panorama che spazia lungo tutta la costa e l'arcipelago toscano, sino alla Corsica, gli ha valso il soprannome di "Terrazzo" o "Balcone della Maremma". Sorto in epoca altomedioevale, fu feudo degli Aldobrandeschi e passò quindi sotto il dominio di Siena, pur ottenendo statuto autonomo nella prima metà del Quattrocento. Entrato a far parte del Granducato di Toscana, nel 1627 fu concesso in feudo ai conti d'Elci e da questi passò poi ai Tolomei, ai Guadagni ed infine ai Federighi. Centro agricolo, i suoi abitanti scendevano nella piana sottostante per lavorare a giornata nelle vicine tenute e fattorie. Vasti oliveti e vigneti drappeggiano il colle a simbolo di una produzione vinicola e olearia di un certo prestigio. Il centro storico conserva pregevoli monumenti.[20]

[modifica] Suddivisioni amministrative

  • Circoscrizione n.1: Barbanella
  • Circoscrizione n.2: Centro
  • Circoscrizione n.3: Gorarella
  • Circoscrizione n.4: Pace
  • Circoscrizione n.5: Alberese-Rispescia
  • Circoscrizione n.6: Marina
  • Circoscrizione n.7: Braccagni-Montepescali
  • Circoscrizione n.8: Istia-Batignano-Roselle

[modifica] Architetture e monumenti

Nonostante la superficie piuttosto contenuta del centro storico cittadino, vi sono conservati pregevoli monumenti che sintetizzano il passato e la storia della città nel corso dei secoli [21]. Data la vastità del territorio comunale, vanno segnalati anche numerosi luoghi d'interesse e pregevoli monumenti, sia nelle singole frazioni che come entità isolate nella campagna.

[modifica] Architetture militari

Il Cassero Senese visto dall'esterno delle mura di Grosseto
Il Cassero Senese visto dall'esterno delle mura di Grosseto

[modifica] Mura di Grosseto

Per approfondire, vedi la voce Mura di Grosseto.

Le Mura di Grosseto furono edificate a partire dal XII secolo, venendo più volte distrutte e ricostruite nel corso dei secoli successivi. Gran parte del loro aspetto attuale è stato conferito dagli interventi di riqualificazione effettuati tra il 1574 e il 1593, su progetto dell'architetto Baldassarre Lanci, che ricevette l'incarico direttamente dal granduca Francesco I de' Medici.

La cinta muraria difensiva si sviluppa lungo un perimetro esagonale, con angoli difesi da bastioni di forma poligonali, con posti di guardia collocati ai vertici più esterni dei baluardi. Sino al 1757 le mura di cinta erano circondate da un fossato esterno e da un argine in terra battuta.

Nel 1855 Leopoldo II fece demolire gran parte dei posti di guardia situati sui bastioni, ingentilendo l'aspetto dell'intero circuito murario che fu trasformato in passeggiata pubblica alberata e messo a disposizione della cittadinanza grossetana. Durante la seconda guerra mondiale, un bombardamento distrusse l'ultimo garitta rimasta, denominata casino delle palle, all'interno del quale si conservavano alcuni affreschi.

Recenti interventi di restauro hanno riportato l'intera cerchia muraria agli antichi splendori[22]; si conservano tuttora gallerie di servizio, magazzini e ridotti. Ambienti e percorsi sono pavimentati con mattoni a spina di pesce.

Lungo la cinta muraria di Grosseto, partendo dalla parte settentrionale e muovendosi in senso orario, ritroviamo le seguenti architetture:

Porta Vecchia
La più antica porta cittadina, si apre all'angolo meridionale delle mura, consentendo il passaggio dell'antico tracciato della Via Aurelia all'interno del centro storico.
Bastione Cavallerizza
Costruito nel 1575, il bastione poligonale costituisce il vertice meridionale della cinta muraria, sviluppandosi a fianco della Porta Vecchia. Il giardino che vi è compreso lungo la passeggiata pedonale all'inizio del Novecento ospitava spettacoli durante la stagione estiva.
Porta Corsica
Aperta lungo il tratto sud-occidentale delle mura durante il secolo scorso, permette i collegamenti tra il centro storico e la corrispondente area urbana semicentrale.
Bastione Molino a Vento
Edificato anch'esso nella seconda metà del Cinquecento, costituisce il vertice sud-occidentale della cerchia muraria; originariamente vi si trovava un mulino a vento. Il giardino, che comprende aree per la coltura di agrumi, è ornato da una caratteristica vasca ottocentesca.
Bastione Garibaldi
Realizzato nel 1577, costituisce il vertice nord-occidentale delle Mura di Grosseto. La denominazione è conferita dalla presenza del monumento a Giuseppe Garibaldi; sul bastione fu aggiunto, negli anni 30 del secolo scorso, un edificio moderno che attualmente ospita una sala da ballo.
Porta Nuova
Costituiva la seconda porta di accesso al centro cittadino, sul lato settentrionale della cinta muraria. Una serie di interventi effettuati negli ultimi due secoli hanno determinato, prima l'abbattimento della porta e di un breve tratto delle mura attigue, successivamente il collocamneto di una cancellata in ferro e ghisa, la Barriera di Porta Nuova, definitivamente rimossa durante il secolo scorso.
Bastione Rimembranza
Costruito nel 1577, costituisce il vertice settentrionale della cinta muraria. Durante il secolo scorso il suo giardino è stato trasformato in Parco della Rimembranza, con il Monumento ai Caduti e il Monumento al Milite Ignoto che presero il posto dell'originaria polveriera che vi si trovava. Negli anni 60 vi furono collocati anche alcuni resti archeologici rinvenuti, creando una sorta di Parco-Museo.
Particolare del Bastione Fortezza
Particolare del Bastione Fortezza
Bastione Fortezza
Imponente complesso di forma pentagonale che costituisce il vertice nord-orientale della cerchia muraria. Terminato nel 1593, è costituito dal Bastione della Vittoria e dal Bastione di Santa Lucia (rivolti verso l'nterno) e include il Cassero Senese, la Piazza d'Armi e la Cappella di Santa Barbara, che costituivano la cittadella fortificata di Grosseto.
Bastione di Santa Lucia
Baluardo minore che costituisce il vertice nord-occidentale del Bastione Fortezza, racchiude il Cassero Senese sul lato rivolto verso il centro storico cittadino. Comprende una serie di cannoniere e una garitta perfettamente conservata, chiamata Casino della Sentinella. Sul lato interno è costituito da due baluardi minori, il Bastione di Santa Lucia a nord e quello della Vittoria a sud.
Cassero Senese
Di origini trecentesche, è una delle fortificazioni che costituiva la primordiale cinta muraria medievale. Molto carattersitico è il doppio arco presente sul lato esterno, in cui è collocato lo stemma senese.
Porta di Santa Lucia
Costruita tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento, si apre presso il Cassero Senese che venne edificato poco tempo dopo. Originariamente si apriva lungo il tratto orientale della cinta muraria medievale.
Piazza d'Armi
Di forma rettangolare, si apre nel cuore del Bastione Fortezza. Vi si affacciano una serie di edifici di origini cinquecentesche, tra cui anche la Cappella di Santa Barbara. Nella piazza vi è collocato un coevo pozzo, con cisterna interrata, per la raccolta e la conservazione dell'acqua.
Pozzo della Fortezza
Pozzo-cisterna di forma ottagonale fatto costruire dai Medici nel 1590, si trova al centro di Piazza d'Armi. In passato raccoglieva l'acqua piovana che veniva raccolta, depurata e conservata nell'ampia cisterna interrata al di sotto della pavimentazione della piazza.
Cappella di Santa Barbara
Cappella militare cinquecentesca originariamente dedicata a Santa Lucia, è inglobata in altri edifici di origini coeve. Fino a metà Ottocento, vi venivano tumulate le salme dei militari caduti.
Bastione della Vittoria
Situato al vertice meridionale del Bastione Fortezza, include una serie di cannoniere e conserva ancora una garitta, denominata anch'essa Casino della Sentinella.
Bastione Maiano
Il più antico bastione, fu costruito nel 1566, quasi un decennio prima della ristrutturazione medicea delle mura; costituisce il vertice sud-orientale della cerchia muraria. Sul bastione vi si trovava il caratteristico Casino delle Palle, garitta così denominata per lo stemma mediceo che vi era collocato, distutta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

[modifica] Mura di Istia d'Ombrone

Porta Grossetana a Istia d'Ombrone
Porta Grossetana a Istia d'Ombrone
Per approfondire, vedi la voce Mura di Istia d'Ombrone.

Le Mura di Istia d'Ombrone furono costruite, in più fasi, durante il periodo medievale. La parte più antica (cinta muraria interna) delimitava l'area signorile situata nella zona sommitale del borgo che, gradualmente, andava espandendosi verso l'esterno. L'espansione verso la parte inferiore richiese, pertanto, la costruzione di una nuova cinta muraria, esterna, dove vennero aperte le due porte di accesso al borgo.

Porta Grossetana
Costruita nel XII secolo lungo la coeva cinta muraria esterna, la porta si presenta come un edificio turriforme che si eleva di fianco al Palazzo di Giustizia. La doppia porta si apre ad arco, mentre nella parte sommitale vi è un coronamento su cui poggia la merlatura e una torretta campanaria.
Porta Senese
Denominata anche Portaccia, fu realizzata anch'essa nel XII secolo. Si presenta sotto forma di rudere, dove si apre una doppia porta ad arco, sopra la quale si apre un doppio arco ribassato su entrambi i lati, probabilmente aggiunto nel Quattrocento dai Senesi.

[modifica] Mura di Batignano

Per approfondire, vedi la voce Mura di Batignano.

Le Mura di Batignano furono costruite in epoca medievale, a difesa dell'antico abitato. Di forma grossolanamente ellittica, le mura esterne furono costruite tra il Duecento e il Trecento, per proteggere la parte del borgo situata sul pianoro concentrico inferiore, a seguito di una precedente fase di espansione. Del XII secolo era, invece, la cinta muraria interna che racchiudeva l'area signorile sommitale.

Porta Senese
Costruita nel corso del XII secolo e modificata nelle epoche successive, si apriva lungo la cinta muraria a fianco di una piccola torre ancora oggi presente, che è ciò che rimane dell'antica porta. La torre si presenta a sezione circolare, con basamento a scarpa,