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Giuliano GoziGiuliano Gozi (Città di San Marino, 7 agosto 1894 – Città di San Marino, 1965) è stato un politico sammarinese. [modifica] BiografiaStudente a Bologna nel 1914-1915 partecipò alle manifestazioni per l'entrata in guerra dell'Italia nella prima guerra mondiale, rientrò il 24 maggio 1915 a San Marino per cercare volontari sammarinesi. Rifiutato dal 27° Reggimento fanteria di Forlì a Bologna fu arruolato nel 35° Reggimento fanteria e inviato alla Scuola militare di Modena. Nel novembre 1915, nominato sottotenente degli Alpini fu mandato subito al fronte col 3° Reggimento combattendo nella Valle del Boite, sulle Tofane, Cima Lagazuoi, della Forcella di Fontana Negra, del Castelletto, di Cima Falzarego dove poi ottenne una medaglia d'oro al valor militare. Promosso tenente nel 1916 e inviato all'istruzione reclute e poi al servizio di sicurezza per reprimere i moti contro la guerra a Torino, dopo Caporetto, nel novembre 1917, tornò al fronte col Battaglione Monte Pasubio del 6° Alpini, partecipando alla resistenza contro gli austro-tedeschi sul Monte Grappa e in Valdastico. Lasciò il Regio Esercito il 4 settembre 1918 dato che era stato nominato Segretario di Stato per gli Affari Esteri. Rifiutò di ricevere la medaglia per i combattenti volontari ma ricevette la medaglia d'argento della Croce Rossa, della medaglia d'argento della Repubblica di San Marino e la medaglia interalleata. Nel 1922 fondò il Partito Fascista Sammarinese, di cui fu segretario fino al 1943; fu inoltre per ben cinque volte Capitano Reggente: la prima nel 1923, l'ultima nel 1942. Controllò comunque la vita pubblica sammarinese fino al 28 luglio 1943 e, con la fondazione del Fascio Repubblicano di San Marino, dal gennaio al settembre del 1944, fu un grande ammiratore del fascismo italiano e di Mussolini. Nel 1945 venne processato e dopo aver scontato una pena si ritirò a vita privata. [modifica] OnoreficenzeMedaglia d'oro al Valore Militare «Comandante di un plotone di avanguardia, dando bella prova di fermezza e coraggio, per primo si slanciava sotto i reticolati nemici per tagliarli e vi si manteneva per parecchio tempo, nonostante l’intenso fuoco avversario, ritirandosi solamente in seguito ad ordine superiore.»
— Cima Falzarego, 29 luglio 1916 - 30 luglio 1916[modifica] Voci correlate |