Comunità Europea

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La Comunità Europea, la più importante delle comunità europee nasce il 1 gennaio 1958 con il nome di Comunità Economica Europea con l'entrata in vigore dei Trattati di Roma firmati da sei paesi fondatori (Italia, Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi) il 25 marzo dell'anno precedente. La parola economica fu rimossa dal nome dal Trattato di Maastricht del 1992 che fece della Comunità Europea il "Primo pilastro" dell'azione dell'Unione Europea.

Indice

[modifica] Le Comunità Europee

Per approfondire, vedi la voce Comunità Europee.

I Trattati di Roma del 1957 sanciscono la costituzione della CEE.

[modifica] La Comunità Economica Europea

La CEE aveva nei suoi obiettivi l'unione economica dei suoi membri (Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Olanda, e Germania Ovest), fino a portare ad un'eventuale unione politica. Lavorò per il libero movimento dei beni, dei servizi, dei lavoratori e dei capitali, per l'abolizione dei cartelli e per lo sviluppo di politiche congiunte e reciproche nel campo del lavoro dello stato sociale, dell'agricoltura, dei trasporti, del commercio estero.

Nel 1956 il Regno unito propose che il Mercato Europeo Comune (MEC) fosse esteso in una più ampia area di libero scambio europea. Nel novembre 1958 però la Francia mise il veto sulla creazione della nuova area, così il Regno unito insieme alla Svezia si fecero promotori dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA), concretizzatosi nel 1960, insieme ad altri paesi non membri CEE (Austria, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Svezia, Svizzera e Regno Unito).

Dal 1973 con l'ingresso di Regno Unito, Irlanda e Danimarca nella CEE, EFTA e CEE negoziarono una serie di accordi per assicurare uniformità nelle politiche economiche delle due organizzazioni, sfociata infine nell'accordo per lo Spazio economico europeo (SEE). Dal 1995 solo 4 membri che non sono entrati nell'UE rimangono nell'organizzazione.

[modifica] La Comunità Europea

[modifica] Obiettivi e politiche

Secondo il Trattato di Maastricht la Comunità Europea ha l'obbligo di promuovere nell'insieme della Comunità:

  • uno sviluppo armonico, equilibrato e sostenibile delle attività economiche
  • un livello elevato di occupazione e di protezione sociale e pari opportunità tra donne e uomini
  • una crescita duratura e non inflazionistica
  • un elevato livello di competitività e di convergenza dei risultati economici
  • un livello elevato di protezione e di miglioramento della qualità dell'ambiente, l'innalzamento del livello e della qualità della vita, la coesione economica e sociale e la solidarietà tra gli Stati membri

Per perseguire tale risultato, la CE elabora un insieme di politiche settoriali, in particolare in questi settori:

  • Occupazione e diritti sociali
  • Libertà, sicurezza e giustizia
  • Ambiente
  • Consumatori e salute
  • Energia e risorse naturali
  • Regioni e sviluppo locale
  • Cultura, istruzione e gioventù
  • Scienza e tecnologia
  • Trasporti
  • Economia, finanza e concorrenza
  • Politiche industriali e mercato interno
  • Relazioni esterne e immigrazione

L'Unione Economica e Monetaria (UEM) è considerata la politica di integrazione più avanzata all'interno del primo pilastro dell'UE.

Per approfondire, vedi la voce Unione Economica e Monetaria.

[modifica] Istituzioni

La CEE/CE è formata da quattro istituzioni principali:

  • Assemblea, composta dai rappresentanti dei popoli degli Stati membri la cui elezione era a suffragio universale diretto.
  • Consiglio, composto dai rappresentanti degli Stati membri. Il suo compito consisteva nel coordinare le politiche economiche generali degli Stati membri. Disponeva di un potere decisionale pari a un potere legislativo.
  • Commissione, inizialmente composta da 9 membri scelti dai governi degli Stati membri in base alla loro competenza, era l'istituzione sopranazionale.
  • Corte di giustizia, assicurava il rispetto del diritto nell'interpretazione e applicazione del Trattato.

[modifica] Funzionamento

La CE rappresenta il primo pilastro dell'Unione Europea che è caratterizzato dal "Metodo Comunitario" che ne definisce il modo di funzionamento istituzionale. Nel rispetto del principio di sussidiarietà, il metodo funziona su una logica d'integrazione ed è caratterizzato da questi elementi:

  • monopolio del diritto d'iniziativa della Commissione
  • ricorso generalizzato al voto a maggioranza qualificata in sede di Consiglio
  • ruolo attivo del Parlamento europeo (pareri, proposte di emendamento, ecc.)
  • uniformità di interpretazione del diritto comunitario a cura della Corte di giustizia

Il metodo comunitario si contrappone al "Metodo intergovernativo", funzionante nel secondo e nel terzo pilastro dell'UE.

[modifica] Il futuro

Per approfondire, vedi la voce Trattato di Lisbona.

Un passo avanti nello sviluppo dell'UE, necessario per permettere il funzionamento dell’Unione a 27, si avrà con l'adozione del Trattato di Lisbona, che è, oggettivamente, un regresso rispetto alla più avanzata Costituzione Europea.

Il Trattato di Lisbona come la Costituzione Europea prevede l'abolizione formale dei tre pilastri e la "comunitarizzazione" del secondo e terzo pilastro che funzioneranno col Metodo comunitario, ad eccezione delle disposizioni in materia di difesa comune.

Il Trattato di Lisbona si distingue però dalla Costituzione Europea per il meccanismo di opt-out nel 3° pilastro ottenuto dalla Gran Bretagna e dall'Irlanda, la precisazione del "carattere specifico" della PESC, il semplice rinvio alla Carta dei diritti fondamentali, rispetto alla quale Gran Bretagna e Polonia hanno ottenuto la facoltà di opt-out. Non si fa inoltre cenno ai "simboli" dell'Unione.

Tutte queste caratteristiche (e altre) rendono "meno europeistico" il Trattato di Lisbona che, comunque, unifica CE ed Euratom e apporta altre piccole migliorie oltre ad essere indispensabile per il funzionamento dell'Unione.

[modifica] Fonti del diritto comunitario

Le fonti del diritto comunitario derivanti dall'attività della Comunità Europea possono produrre atti vincolanti e non vincolanti. Gli atti non vincolanti sono le raccomandazioni CE (ossia degli inviti rivolti agli stati membri ad assumere un certo comportamento) e i pareri (espressione del punto di vista di un organo europeo su di una determinata questione). Quelli vincolanti sono invece i Regolamenti, le Direttive e le Decisioni.

[modifica] Regolamenti CE

I Regolamenti hanno le caratteristiche tipiche delle leggi nell'ordinamento interno degli stati. Sono generali, ossia non sono rivolti a soggetti determinati, ma hanno la caratteristica della generalità e dell'astrattezza. Sono obbligatori, ossia, salvo diversa disposizione del Regolamento stesso, devono essere applicati nella loro totalità dagli stati membri. Il fatto che siano atti di applicabilità diretta implica che non sia necessario, e neppure ammesso, un atto dello stato che ne ordini l'esecuzione nell'ordinamento nazionale.

[modifica] Direttive CE

Una Direttiva è un atto normativo non generale, ma rivolto in particolare ad uno (o più) degli Stati membri. Pone allo Stato a cui è rivolta l'obbligo del raggiungimento di un determinato risultato o standard, lasciando discrezionalità agli organi nazionali in merito ai mezzi da utilizzare. Molto spesso, comunque, la Direttiva detta discipline particolareggiate e precise, al fine di limitare la totale discrezionalità dello Stato.

[modifica] Decisioni CE

Le Decisioni hanno le caratteristiche tipiche del procedimento amministrativo nell'ordinamento degli stati. Tutti gli elementi di una Decisione sono obbligatori e direttamente applicabili, come i Regolamenti ma, a differenza di questi ultimi, sono rivolti a specifici soggetti, come uno Stato membro o una persona giuridica.

[modifica] Elenchi sintetici

[modifica] Paesi dell'Unione Europea

[modifica] Paesi degli accordi di Schengen (libera circolazione alle frontiere)


Tra i membri dell'Unione Europea rimangono fuori da Schengen i Paesi dell'allargamento del 2007 ed inoltre anche Gran Bretagna, Irlanda e Cipro

[modifica] Paesi che hanno adottato l'Euro

(I paesi dell'Unione Europea che hanno un opt-out riguardo l'adozione dell'euro sono: Gran Bretagna, Svezia, Danimarca).

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

Unione europea - Trattati, Istituzioni, Storia dell'integrazione europea
1952 1958 1967 1987 1993 1999 2003 2008 ?
Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA)
Euratom (Comunità Europea dell'Energia Atomica)
Comunità Economica
Europea
(CEE)
Comunità Europea (CE)
Comunità europee: CECA, CEE, Euratom Giustizia e
affari interni
(GAI)
 
Giustizia e
affari interni
(GAI)
Politica estera e di
sicurezza comune
(PESC)
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Trattati di
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Trattato di
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Atto unico
europeo
Trattato di
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Trattato di
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Trattato di
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Trattato di
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I "Tre Pilastri" dell'Unione europea - Comunità Europee (CEE, CECA, Euratom), Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC), Cooperazione nei settori della Giustizia e degli Affari Interni (GAI)

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