Arancia meccanica

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Arancia meccanica

La famosa sequenza iniziale al Korova Milk Bar
Titolo originale: A Clockwork Orange
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: Gran Bretagna
Anno: 1971
Durata: 137'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: drammatico, comico, thriller, grottesco
Regia: Stanley Kubrick
Soggetto: Anthony Burgess (romanzo)
Sceneggiatura: Stanley Kubrick
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
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Episodi:
Fotografia: John Alcott
Montaggio: Bill Butler
Effetti speciali: Sandy DellaMarie, Mark Freund
Musiche: Wendy Carlos, Nacio Herb Brown + AA. VV.
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Russell Hagg, Peter Sheilds
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
  • Premio della Critica Cinematografica di New York per "miglior film" e "miglior regista"
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
« Oh, ohoh! Ma questo è il grasso puzzoso Billy-goat Billy Boy in carne e ossa. Come ti porti, tu, gonfia palla di grasso puzzolente unto e bisunto!? Ne gradiresti una nelle balle? Se di balle ne hai tu, gelatinoso eunuco. »
(Alex - incitazione alla rissa con Billy Boy nel teatro abbandonato)
« Eccomi là. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pete, Georgie e Dim. Ed eravamo seduti nel Korova Milk Bar, arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata. Il Korova Milk Bar vende latte+, cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quel che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto, e disposto all'esercizio dell'amata ultraviolenza. »
(Alex - nella famosa sequenza iniziale)
« La questione è se questa nuova tecnica renda veramente buoni o no. La bontà viene da dentro; la bontà è una scelta. Quando un uomo non ha scelta cessa di essere uomo. »

Arancia meccanica (A Clockwork Orange, 1971) è un film del 1971, diretto da Stanley Kubrick.


Tratto dall'omonimo romanzo distopico (che potrebbe tradursi letteralmente Un'arancia ad orologeria) scritto da Anthony Burgess nel 1962, prefigura - appoggiandosi ad uno stile fantascientifico - una società votata ad una esasperata violenza (giovanile, ma non solo) e ad un condizionamento del pensiero.

Quando fu distribuita sul circuito cinematografico, all'inizio degli anni Settanta, la pellicola destò scalpore (con una schiera di ammiratori pronti a gridare al capolavoro ma anche con una forte corrente di parere contrario) per il taglio originale e visionario adottato nella narrazione, che faceva ricorso in maniera iperrealistica, ma anche senza indugi speculativi, a scene di violenza.

Forte di 4 nomination agli Oscar del 1972 come miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale e miglior montaggio, presentato lo stesso anno alla Mostra di Venezia, Arancia meccanica è rimasto nella storia del cinema - oltre che come fonte di citazioni letterarie e iconografiche - anche grazie al contributo, nella parte non originale, della colonna sonora. Essa recuperava, fra le altre, musiche classiche molto conosciute di Rossini e Beethoven, accentuando la chiave visionaria e onirica del film. Il film è forse il più celebre realizzato da Kubrick, ed è considerato da molti come il più grande mai realizzato dagli anni '70 ad oggi. Decisivo per la riuscita del film, anche l'apporto di un magnifico Malcolm McDowell, nel ruolo di Alex, pronto e disponibile a tutto, al punto che s'incrina una costola e subisce l'abrasione delle cornee durante le riprese del film.

Indice

[modifica] Trama

Per approfondire, vedi la voce Alex DeLarge.

Alex è il capo dei Drughi, una banda di teppisti che trascorre le notti a rapinare e torturare persone nelle loro case, a pestare barboni e a scatenare feroci lotte con bande rivali. Alex vive con i genitori, ed è seguito da un Ispettore Giudiziario Minorile che controlla disperatamente le sue mosse. Due sono le cose che adora: l'«esercizio dell'amata ultraviolenza» e Beethoven, che chiama affettuosamente «il Ludovico Van».

Alex ed i suoi drughi amano ritirarsi di tanto in tanto al Korova Milk Bar, dove viene servito il latte piu', cioe' latte rafforzato con droghe come la mescalina; il quale accentua la loro voglia di violenza e barbaria. I modi di fare di Alex sono crudi ed egoisti, talmente egoisti che i suoi compagni iniziano a sentirsi troppo comandati a bacchetta e si domandano cosa veramente gli rimanga in mano dopo le loro scorribande.

Una sera organizza una rapina con i suoi Drughi nella casa di un'eccentrica collezionista d'arte (ufficialmente direttrice di un "centro dimagrante", più plausibilmente maitresse di una casa d'appuntamenti). Alex si presenta alla porta di ingresso chiedendo di poter entrare per usare il telefono, dato che un suo amico e' stato vittima di un incidente stradale. Questa scusa non convince l'eccentrica, la quale non gli apre la porta ed avverte la polizia. Il giovane Alex si fa strada entrando attraverso una finestra aperta al primo piano, fino a sorprendere la vecchia. Inizia una buffa scena di lotta tra i due, ma la donna si difende, ed Alex la uccide. Alex tenta la fuga. I suoi drughi sono fuori ad aspettarlo, ma uno di loro lo ferisce al volto spaccandogli una bottiglia di latte in faccia, facendolo cadere a terra e accecandolo temporaneamente. La polizia arriva e lo arresta con l'accusa di omicidio.

Portato in carcere, Alex si sente come una preda tra predatori, tra uomini piu' violenti di lui, ecco che cerca di rigare dritto accaparrandosi le simpatie del prete della prigione, imparando a memoria versi della Bibbia.Lì viene a conoscenza dell'iniziativa del nuovo Governo in carica, che promette la scarcerazione immediata, a patto che ci si sottoponga ad un innovativo programma di "rieducazione", il Programma Ludovico. Senza fare troppe domande, accetta tutte le condizioni e viene trasferito in un luogo popolato di medici in cui viene costretto a vedere scene di violenza su uno schermo, mentre gli effetti di una sostanza iniettata poco prima cominciano a fargli provare un dolore fortissimo ed una sensazione di «morte da soffocamento», come puntualizza il conduttore dell'esperimento. In questo modo, nel giro di due settimane viene completamente condizionato a provare quella stessa sensazione di soffocamento e dolore di fronte a qualsiasi stimolo evocato nei film che aveva visto: violenza, sesso e la Nona Sinfonia di Beethoven che faceva casualmente da sottofondo in un documentario nazista.

Alex viene liberato ed il Governo esalta il Programma Ludovico, salutandolo come soluzione ai problemi della criminalità violenta e del conseguente affollamento delle prigioni. Ma Alex non ha cambiato la sua natura: è semplicemente condizionato, prova nausea e dolore quando tenta anche solo di reagire ad una violenza, e si ritrova in una società estranea: i genitori hanno affittato la sua stanza, i suoi vecchi compagni sono diventati poliziotti («per dei vecchi Drughi come noi, il lavoro più adatto è questo»), e le sue vittime si vendicano. Al centro ormai di un caso politico, e trasformato nella vittima perfetta, incapace di esercitare il libero arbitrio, lo sfortunato Alex, dopo essere stato torturato dai suoi vecchi "drughi", bussa alla porta dello scrittore torturato da lui stesso anni prima. Egli, avendo capito chi si era presentato alla sua porta, chiama dei cospiratori politici che pongono al giovane ex capo drugo delle domande per far cadere il governo attuale e, dopo aver avuto le risposte desiderate, lo inducono al suicidio attraverso la tanto amata Nona Sinfonia di Beethoven.

Malconcio, e di nuovo tra i medici, si risveglia da un sonno profondo nel quale, si lascia intendere, qualcuno ha tentato di de-condizionarlo («quand'ero tutto a pezzi, mezzo sveglio e inconscio, quasi...facevo quel sogno, sempre: tutti questi dottori che pasticciavano pensosi con il mio Gulliver, il mio cervello...»). Riceve la visita del Ministro dell'Interno che, preoccupato per lo scandalo causato dalla sua storia, si assicura che il ragazzo stia dalla sua parte. Alex torna a promettere, ad accettare tutte le condizioni, stringe la mano al Potere e viene colto da una visione: di nuovo sesso, di nuovo la sua adorata Nona e, stavolta, una Società che lo approva.

[modifica] Colonna sonora

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  • Il film utilizza musiche classiche molto conosciute di Rossini e Beethoven; di Rossini è utilizzata l'ouverture dal Guglielmo Tell e le note della sua famosa opera La gazza ladra, di Beethoven il secondo movimento e - quale leitmotiv del film destinato a rimanere celeberrimo - il quarto movimento - Inno alla gioia - dalla Nona sinfonia.
  • In un'intervista televisiva Malcolm McDowell racconta che l'utilizzo della canzone Singin' in the Rain nel film fu del tutto causale. Durante le riprese della scena del pestaggio e dello stupro a casa dello scrittore, Kubrick, non riuscendo a girare la scena in maniera convincente, chiese a McDowell di provare a cantare e ballare. McDowell improvvisò "Singin' in the Rain"; Kubrick ne rimase così entusiasta che dopo solo tre ore aveva già acquistato i diritti della canzone. [1]
  • Modellato su un romanzo nel quale è già postulata la centralità della musica, convalidata dall’estensione da presenze musicali per circa tre quarti della durata complessiva, Arancia meccanica offre a Kubrick (1928 – 1999) l’opportunità di interrogarsi e proporre spunti di riflessione, proprio, sul valore della musica nella società, sul suo ruolo nella cultura di massa, sulle sue presunte virtù educative così come sugli impulsi “negativi” che, imprevedibilmente, essa riesce invece a coagulare e portare alla luce.

La dimensione dominante di questa colonna sonora è lo sbeffeggiamento, il sarcasmo, l’irrisione e nelle tracce trovano posto la Nona di Beethoven stravolta al synthetizer da Wendy Carlos (1939), maestra in queste trascrizioni poi una versione accelerata, poi, dell’ouverture del Guglielmo Tell rossiniano che commenta la sequenza, accelerata anch’essa, dell’orgia di Alex con le due fanciulle del Chelsea Drugstore, infine, troviamo la Musica per il funerale della regina Maria di Purcell. Il cineasta collega le musiche ad un’espressività musicale, platealmente, negativa e “degenerata” come quella di un rock satanico o ad una qualunque forma d’arte sospettabile di pregiudizio. Kubrick propone una meditazione sulla musica “alta”, quella assoluta e intangibile dei Beethoven, Purcell e Rossini, qui dissacrata da atteggiamenti impertinenti, da “baffi alla Gioconda” ben diversi dall’ossequiosa riverenza ad essa tributata in 2001: Odissea nello spazio (1968). Simmetricamente, poi Kubrick trasferisce questa riflessione circa la natura ambigua ed indisciplinabile della musica anche su una pagina ben più recente e leggera, ma anch’essa “esemplare”, a suo modo, in termini di morale: la cinematografica e fortunatissima “Singin’ in the rain”. Il brano viene caricato di valenze bizzarre e sconcertanti, al punto che lo scandalo musicale, e relativi dibattiti con feroci polemiche finiranno per focalizzarsi quasi più su questa popolarissima e virtuosa pagina che sui numerosi capitoli di musica colta di quale il lungometraggio è gremito. Le pagine classiche di Arancia meccanica sono sottoposte all’ “appetibilizzazione” , procedura che permette l’avvicinamento e la demistificazione del protagonista dalle violenze perpetuate. Proprio quest’ultimo brano compare nell’incipit del film ad accompagnare l’auto rappresentazione di Alex e si ripresenterà in altre sequenze sempre associate al Korova Milk Bar, luogo di ritrovo della banda dei drughi, di cui diventa una sorta di tema associato.

[modifica] Wendy Carlos

Wendy (all’epoca all’anagrafe Walter) Carlos era reduce nel 1971, anno di esordio di Arancia meccanica, dal successo planetario dei suoi due album d’esordio, Switched – on Bach e The Well – Tempered Synthesizer , nei quali aveva sottoposto pagine bachiane a rielaborazioni puramente timbriche avviando e via via avvalorando il fraintendimento della musica elettronica come “genere” commerciale e di facile godibilità. Carlos si pone a ponte tra rigorosa ricerca elettronica e musica pop: adotta aromi strumentali che dell’elettronica utilizzano l’ampio strumentario, come il sintetizzatore Moog, e non certo i linguaggi sperimentali, oggetti di riforma negli studi fonologici. Il compositore non si spinge oltre ad elementi coloristici ed a suggestioni timbriche, però Kubrick ne resta estasiato dalla capacità della musica di Carlos d’offrire punti di vista proiettati verso un futuro tecnologico, con prospettive d’inquietudine. Le soluzioni proposte da Carlos sembrano offrire, a Kubrick, un’elettronica moderatamente innovativa tanto da donare nuovi punti di vista, o di ascolto, inediti e non ortodossi su tesi musicali carichi di secoli. Questo modo di fare e di usare la tecnologia, chiamata da Bernardi “progressismo al rallentatore” , colpisce il regista inglese, che si fida della tecnologia ma che è segretamente inquieto di fronte a distacchi bruschi dalla terraferma della tradizione. Al primo impatto con il pubblico la presunta lesa sacralità beethoviana di Arancia meccanica scatena un autentico vespaio finendo per addebitare al film una trasgressività, rivelatosi fittizia.

[modifica] Timesteps

L’unico brano originale è Timesteps ed è frutto turbinoso della tastiera Moog di Walter / Wendy Carlos; la pagina è stata scritta prima della stesura del film ed è stata ispirata dal romanzo di Burgess (1917 – 1993). Questa composizione la troviamo quando Alex viene sottoposto alla visione forzata di brutalità ed orrori assortiti. In questo passaggio, vengono messe in evidenza le voci trasfigurate dal vocoder dove si da consistenza fonica alla sgradevolezza del trattamento clinico, trasponendo così in una diversa sfera sensoriale le tormentose conseguenze di quella terapia. Questo brano produce una indefinita e sensibile immedesimazione anche senza che la regia carichi di tinte della ripugnanza, lo spettatore condivide con nausea alle atrocità cui assiste.

[modifica] Musica classica

Il gioco dei contrari tipicamente kubrickiano, s’innesta soprattutto sull’amore di Alex verso la musica classica: nella distorta visione del mondo e dei rapporti sociali, Beethoven viene assunto come summa di contenuti ed ideologie e come tale attaccato e trasgredito. È possibile tracciare una duplice partizione tra la figura di Alex e la musica. Nella prima, la versione di Alex come “capo drugo”, istintivo e pieno di pathos ingovernabile è affidato alle pagine di Rossini, con l’eccezione dell’Andante dalla Overture del Guglielmo Tell. Alex ripulito dalle pulsioni violente è associato alle pagine beethoviane, che nel film troviamo unite alle sue fantasie ad occhi aperti così come alle visioni dei film “teraupetici” sul nazismo.

[modifica] Beethoven

Le pagine beethoviane sono la pagina principale su cui poi Kubrick plasma le immagini e gli stacchi di montaggio, come sui dettagli dei crocefissi oltraggiosi di Alex, che seguono pedissequamente le scansioni ritmiche del secondo tempo (Molto vivace). Il significato generalmente connesso alla Nona Sinfonia (ed in particolare al conclusivo Inno alla gioia, ode alla concordia, all’amicizia e all’ordine) viene ribaltato ed il brano finisce per fare da sfondo e da stimolo alle scene di violenza più bestiali. Nella gioia di Alex non troviamo più nulla della gioia ma semmai il suo uso distorto e riscontrabile nelle diverse sequenze in cui il pezzo è utilizzato, associato alle immagini atroci delle parate naziste durante la “cura Ludovico” sia come sottofondo della vendetta di Mr. Alexander.

[modifica] Rossini

L’ouverture della Gazza ladra assume, fin dall’inizio, la funzione di vero e proprio leitmotiv della violenza: s’ascolta il ritmo danzante e la vitalità di questo brano durante lo scontro con la banda di Billy Boy nel teatro abbandonato, durante il viaggio sulla Durango verso la casa di Mr. Alexander, nella colluttazione con la signora dei gatti o provenire da un posto imprecisato e suggerire al protagonista atti brutali. I rilanci sempre più caricati nel crescendo, l’artificio del ribattuto e la ripetitività tematica, caratteristiche rossiniane, sono qui tutte funzionali con naturalezza ed esattezza di tempi e gesti. Le scene di violenza acquisiscono così un aspetto gioioso e, quasi, liberatorio. L’allegro vivace del Guglielmo Tell, ancora di Rossini, è in versione molto accelerata e ben si sposa in virtù del dinamismo irrefrenabile e della carica ironica che pervade il rapporto di Alex con due ragazze abbordate in un negozio di dischi: qui troviamo l’elemento ritmico del crescendo, progressivamente più frenetico ed incalzante, viene qui spinto ad una esasperata eccitazione emotiva, in sintonia con il visivo, finché il ritmo da martellante si fa sovraeccitato, mitragliante, ad evocare l’inesauribilità di energie e l’ingordigia animalesca. L’Andante della Overture del Guglielmo Tell, affidato a cinque violoncelli, è pervaso da una atmosfera di rassegnata, dolente meditazione in cui viene ad essere una caricatura sonora di una afflizione teatrale e stucchevole. L’Overture to the Sun è un brano dal sapore medioevale, in cui viene molto fuori il tamburello, che viene utilizzato nella prima parte post esperimento, per verificare in pubblico la guarigione dalle pulsioni violente.


[modifica] Singin' in the rain (Cantando sotto la pioggia, 1952)

Questo brano è reso insostenibile ed oltraggioso dalla combinazione con le immagini del feroce pestaggio; una sintesi inaccettabile, a detta di molti, tanto per la messa in scena traumatizzante per sé che per l’indisponente formulazione audiovisiva. Alex intona, con disumana euforia questa canzone durante l’aggressione ai danni dello scrittore Alexander e di sua moglie, facendo sì che le pause ritmiche del brano siano cadenzate (e sottolineate) “a tempo” dai calci e dalle bastonate che egli sferra ai due malcapitati. In questo passaggio si riconosce l’ironia kubrickiana giocata sulla contraddizione tra l’evento messo in scena e l’innocenza evocativa: è impossibile non andare con la memoria alle evoluzioni festose di Gene Kelly (1912 – 1996) sotto l’acquazzone. La scena del musical è l’emblema dell’amore e della gioia di vivere; in Arancia meccanica la stessa canzone alimenta e ratifica una lucidità aggressiva, che incanala in senso distruttivo gli impulsi che Kelly aveva risolto in senso positivo. L’analogia tra i due lungometraggi è nella danza: palese quella del musical, quella, nel film di Kubrick, è, invece, una macabra marcia di violenza, le cui movenze sembrano le cadenze di un balletto, seppur brutale. L’uso incongruo ed irriverente della musica che possiamo riscontrare almeno in altre due situazioni: nell’utilizzo di I want to marry a lighthouse keeper (voglio sposare il custode di un faro) di Erika Eigen associato al ritorno a casa di Alex, che è tutto fuorché un’illuminazione e nell’ouverture del Guglielmo Tell (rielaborata al sintetizzatore da Wendy Carlos) di Rossini (1792 – 1868) che accompagna la sequenza dell’orgia, giocata sia visivamente che musicalmente su l’accelerazione. Il gioco grottesco che si innesta è valorizzato dal fatto che il brano è comunemente conosciuto come la “cavalcata del Guglielmo Tell”. La revisione attuata da Kubrick, a carico del motivetto di Singing in the rain, è meno eccessiva e stravagante di quanto pare, sussiste in realtà una coerenza, occulta ma ferrea, che è quella dell’antagonismo, inconciliabile solo in apparenza tra i poli del dualismo apollineo / dionisiaco. Alex è esuberanza animale, energia vitale allo stato puro ed affrancato da codici morali, ma è anche prodotto di una società e di una cultura persuasiva e pervasiva. Nulla di più naturale, quindi, che per un individuo come Alex, formato a dosi energiche di cultura massificata e privo di riferimenti alternativi, l’Inno alla gioia dalla Nona Sinfonia beethoviana, Sheherazade di Rimskij-Korsakov (1844 – 1908) e Singin' in the Rain coincidano con espressioni di gioia incontrollata. Non sembra sussistere la gratuità logica nella soluzione che affida a Singin’ in the rain le truci cadenze del pestaggio: anche i conti della pertinenza sembrano tornare, giacché il giovanotto è prodotto della cultura del suo tempo cui attinge a proposito e sproposito. Dal momento che la pratica ed il compiacimento della violenza gratuita allontanano emotivamente lo spettatore da Alex, è indispensabile riportare lo spettatore a coordinate più “normali e universali, condivise e condivisibili, quindi Kubrick opta per l’individuazione e valorizzazione di un punto di contatto. Con questa operazione, il cineasta inglese sceglie Singin’ in the rain e l’Inno alla gioia come punto di contatto tra il pubblico ed Alex, visto che quest’ultimo risulta figlio di un alterità sociale, Queste pagine, infatti, avvicinano il protagonista, attraverso l’accessibilità del linguaggio sonoro, al pubblico (pratica non nuova nei lavori di Kubrick). La ricerca di capisaldi musicali (e non) di estrema notorietà e di effetto collaudato sono riconducibili anche a quella che Ghezzi chiama “la popolarità della comunicazione” , ovvero l’attrattiva ed accessibilità di linguaggi e modelli su cui Kubrick non ha l’abitudine di lesinare e che non disprezza l’impiego di cavalli di battaglia , come in Eyes Wide Shout (1999) con Strangers in the night, impiegati con intenzioni allusive e simboliche.

[modifica] Censura

Se al giorno d'oggi le violenze di Arancia meccanica possono dirsi poca cosa in confronto a quanto mostrato da cinema e televisione, all'inizio degli anni '70 erano un sicuro pugno nello stomaco. Nonostante Kubrick intendesse condannare la violenza invece di fomentarla, lettere minatorie dalla Gran Bretagna arrivarono a Kubrick e alla sua famiglia, tanto da indurre il regista a chiedere e ottenere dalla Warner Bros il ritiro della pellicola dalle sale locali. Nella maggior parte dei Paesi del mondo (Italia compresa) il film fu vietato ai minori di 18 anni e divenne uno dei bersagli preferiti della censura e del perbenismo popolare. Anche in Italia il film divise, e il provvedimento di divieto ai minorenni durò fino al 1998, quando una sentenza del Consiglio di Stato lo abbassò ai minori di 14 rendendolo così il film utilizzabile anche al piccolo schermo. Ma per nove anni, né RAI né Mediaset si mostrarono interessate a sfatare quello che da un quarto di secolo era considerato "tabù televisivo": a parte un unico passaggio (1999) nella TV a pagamento (Tele+), Arancia meccanica rimase invenduto fino a quando Telecom Italia Media non ne acquisì i diritti per poi trasmetterlo finalmente in chiaro su La7. Il 25 settembre 2007, preceduto dal documentario La meccanica dell'arancia condotto dal regista Alex Infascelli, il film ruppe questo tabù dopo le ore 22,30 (come previsto per le pellicole vietate ai minori di 14 anni), 35 anni dopo la sua uscita cinematografica.

[modifica] Nadsat

Per approfondire, vedi la voce Nadsat.

Il Nadsat è uno slang artificiale derivato dall'inglese con numerose influenze russe, inventato dallo scrittore Anthony Burgess. Esso è usato da Alexander DeLarge e dai suoi "Drughi" (dal russo Друг / Друзья : Durg / Druz'ja = amico/i).

[modifica] Kubrick e Platone

Da non trascurare l'ipotesi che la "cura Ludovico" costituisca una citazione esplicita dell'allegoria del "Mito della caverna" di Platone, Alex è sostituito agli uomini incatenati e costretti a guardare le ombre proiettate sulla parete dagli artefici, e come l'ipotetico uomo dell'allegoria che venga liberato Alex non è poi in grado di interagire con la realtà esterna e di conseguenza ne diviene vittima. [2]

« È buffo come i colori del vero mondo divengano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo. »
(Alex, durante la "cura")

Infine c'è da considerare che lo spettatore del film vede sullo schermo raffigurata, in maniera allegorica, la sua stessa condizione (anch'egli nella "Caverna" buia a guardare fisso delle ombre sullo schermo) in un infinito gioco di specchi.

[modifica] Curiosità

  • Il romanzo da cui è stato tratto il film, prende spunto da un grave episodio in cui fu coinvolto lo scrittore Anthony Burgess, allora residente a Giava. La sua compagna fu pestata e violentata da un gruppo di soldati americani ubriachi [3]. L'autore commentò come l'Uomo (urang in Giavanese (v. orango)) sia un animale azionato da meccanismi ad orologeria. Da ciò l'associazione fonetica tra la bestia ed il frutto (orange). Secondo altre fonti lo stesso autore avrebbe sentito quell'espressione ("As queer as a clockwork orange", strano come un'Arancia ad Orologeria) da un ottantenne nel 1945 [3]. Per ulteriori informazioni, si confronti l'apposita analoga sezione nella voce attinente al romanzo omonimo.
  • Il doppiaggio della versione italiana del film venne supervisionato dallo stesso regista e diretto da Mario Maldesi, che curerà da quel momento in avanti tutte versioni italiane dei film di Kubrick assieme all'autore dei dialoghi Riccardo Aragno. Il doppiatore di Alex è Adalberto Maria Merli, che in seguito diede la voce anche Jack Nicholson in Qualcuno volò sul nido del cuculo e doppiò Malcolm McDowell una seconda volta 31 anni dopo per The Company di Robert Altman.
  • Il vestito indossato da Mr Alexander quando Alex irrompe nella sua casa è lo stesso che Alex indossa alla fine del film.
  • Il batterista dei Led Zeppelin, John Bonham, in alcuni concerti nel 1975 indossava un vestito da drugo, bianco con la bombetta nera.
  • Il titolo italiano del film modificava leggermente quello del libro di Anthony Burgess che era Un'arancia a orologeria: ciò indusse l'editrice Einaudi a chiamare Arancia meccanica anche le successive ristampe del romanzo la cui traduzione, compresa la reinvenzione del gergo Nadsat, era stata affidata a Floriana Bossi.
  • Seguendo il libro, ci si accorge che il film si ferma al suo penultimo capitolo. Il finale originale vedeva infatti Alex che, guarito dai condizionamenti della cura Ludovico, forma una nuova banda di "ultraviolenti" ma si rende conto che la violenza era solo un desiderio adolescenziale divenuto addirittura noioso; appurato ciò, saluta i lettori ("O fratelli miei!") dichiarando di volersi cercare una compagna ed avere un figlio, insomma di condurre una vita normale. Kubrick non lo taglia, questo capitolo: semplicemente non sa che esiste in quanto l'edizione del romanzo da lui letta è quella statunitense che ha scelto di escluderlo perché "noioso". Altre fonti invece riferiscono che l'ultimo capitolo fu giustapposto dall'autore in epoca successiva per evitare complicazioni con la censura nei diversi paesi di pubblicazione, e quindi tale capitolo all'epoca del film semplicemente non esisteva, di conseguenza l'interpretazione precedente diviene una proiezione giustificatoria a posteriori, quasi un esercizio di bispensiero.
  • Come nel libro, il film è un'accusa alla Massoneria ed al controllo degli individui. Infatti, la locandina stessa del film presenta un triangolo con un occhio (simbolo degli Illuminati), e la cura Ludovico è un riferimento al Progetto MKULTRA. L'accostamento dei due temi non è fortuito, ma un volontario appoggio al cospirazionismo. Sempre come accusa alla Massoneria ed ai suoi rituali esoterici, vedesi Eyes Wide Shut.
  • Il linguaggio usato nella versione originale del film riprende il Nadsat, un linguaggio artificiale ideato da Anthony Burgess per il libro: esso è un misto di inglese, russo ed espressioni gergali. Tra i termini russi più presenti nel film si può ricordare il nome stesso del Korova Milk Bar: korova infatti in russo significa "mucca". Moloko, una delle parole che appaiono sui muri del bar, nella stessa lingua significa "latte".
  • Il barbone canta la nota ballata irlandese di Molly Malone, una pescivendola ambulante di Dublino, tradotta nell'edizione italiana.
  • La scena dello stupro in casa degli Alexander vede il giovanissimo Pete scomparire, con la scusa di perlustrare l'abitazione, probabilmente per non filmare un attore minorenne in una scena così cruenta.
  • L'attore Warren Clark, nel ruolo del grasso Dim, compare nel film Firefox (1984) con Clint Eastwood, quale spia sovietica al soldo degli Stati Uniti.
  • La scena del negozio di musica è ambientata nel Chelsea Drugstore di King's Road a Londra, cantato anche in una canzone dei Rolling Stones. Tra i vari dischi esposti si possono scorgere il vinile della colonna sonora di 2001: Odissea nello spazio, Magical Mystery Tour dei Beatles e Atom Heart Mother dei Pink Floyd.[4]
  • I giornali che compaiono nel film riportano la data del 4 maggio 1970. Su uno dei giornali alla fine il nome del protagonista è riportato come "Alex Burgess", nonostante il suo nome sia Alex De Large. Non si tratta però di un errore ma di un omaggio all'autore del libro da cui il film è tratto.
  • Arthur Freed, autore della canzone Singin' in the Rain, si è molto indignato alla vista dell'uso di tale canzone durante le violenze che Alex ed i suoi drughi infliggono allo scrittore ed a sua moglie durante le scene del film.
  • Nella scena il cui il signor Deltoid è in casa di Alex, lo si vede sorseggiare un bicchiere d'acqua preso dal comodino, che dal rumore sembrerebbe contenere ghiaccio. Ma solo all'ultimo goccio egli si accorge che sta bevendo un bicchiere d'acqua contenente una dentiera.
  • Il gruppo techno-pop anni ottanta Heaven 17, trae il proprio nome da una band immaginaria riportata nella top ten nel negozio di dischi e citati dalla ragazza come "I Celestiali Diciassette". Un altro gruppo immaginario, Goggly Gogo!, compare sia sulla top ten sia sulla cassettina che Alex toglie dal suo stereo per far posto alla cassetta di Beethoven.
  • I costumi - disegnati da una mirabile Milena Canonero - e gli oggetti che compaiono nel film, sebbene di impronta futuribile, erano allora reperibili nei negozi. Il giradischi nella casa di Alex, dalla forma bizzarra, è un piatto ad alta fedeltà della casa britannica Transcriptors.
  • Nella scena in cui gli ex-Drughi Dim e Georgie, divenuti poliziotti, scortano Alex in campagna per picchiarlo, Dim ha sulla divisa un'etichetta con scritto "665", Georgie con "667". Alex, essendo in mezzo ai due, è il "666".
  • Durante la scena in cui Alex viene picchiato con la testa immersa in un abbeveratoio in campagna, Malcolm Mc Dowell ha dovuto realmente restare in apnea per quasi un minuto, causa mancanza di effetti speciali ed infatti se si nota bene prima di immergerlo l'aggressore gli tira indietro la testa per fargli prendere bene il respiro.
  • Il campanello a quattro note della casa di Mr Alexander imita il celebre attacco della Quinta Sinfonia di Ludwig van Beethoven, che il compositore sintetizzò con le parole "così il Destino bussa alla porta".
  • Julian, il gigante, guardia del corpo dello scrittore Mr Alexander, è interpretato da David Prowse, cioè il Darth Vader della prima trilogia di Star Wars. È così possibile vedere il volto dell'attore che, non a caso, è qui doppiato, come nella trilogia, sempre da Massimo Foschi.
  • Margareth Tyzack, interprete della cospiratrice in visita a Mr Alexander, compare in 2001: Odissea nello spazio, nel ruolo della scienziata russa amica di Heywood Floyd. Patrick Magee, nel ruolo dello scrittore, appare anche in Barry Lyndon, film sempre di Stanley Kubrick, nel ruolo dell'ambasciatore Chevalier De Balibari, spia e baro.
  • Philip Stone, l'attore che interpreta il padre di Alex, compare in Shining nel ruolo di Mr. Grady.
  • Le musiche su sintetizzatore analogico Moog, che comprendono tra l'altro arrangiamenti di brani classici come il Guglielmo Tell di Gioachino Rossini, il Secondo ed il Quarto Movimento della Nona Sinfonia di Beethoven, sono eseguiti da Walter Carlos, oggi noto come Wendy Carlos, in quanto si sottoporrà ad un intervento nel 1973 per il cambiamento di sesso.
  • L'automobile su cui viaggiano i quattro drughi nel buio della campagna inglese viene nel film chiamata DURANGO 95, ma il nome reale di questo singolare modello è PROBE 16, auto di fattura inglese (by Dennis & Peter Adams) prodotta in soli 3 esemplari, di cui oggi ne rimangono 2: uno nelle mani di un collezionista e l'altro si trova nel Regno Unito.
  • Nell'episodio della serie televisiva I Simpson - Le ragazze vogliono solo sommare - Homer chiede a Marge se vuole fare un po' di su e giù: l'espressione era utilizzata in Arancia meccanica dai drughi per indicare il sesso. Sempre in questa puntata, quando Lisa entra nella scuola per ragazzi, sentiamo di sottofondo un tema molto simile al tema che Walter Carlos compose per la pellicola di Kubrick. Inoltre, durante una festa di Halloween, Bart Simpson si traveste proprio da Alex.
  • Le scritte murarie nel Korova Milk Bar vengono citate in una scena di un altro bar nel film Trainspotting. In un'altra puntata dei Simpson vediamo Lisa fare esperimenti su Bart mettendo delle pinze elettricamente cariche su dei dolci che Bart, dopo aver cercato una prima volta invano di prenderli prendendo la scossa, rivedendoli allunga le mani verso di essi come fa Alex dopo la cura verso i seni della ragazza e, come lui, contercersi a terra agonizzante
  • La finzione sfora nella realtà con alcuni fatti di cronaca nera a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta, i cosiddetti colpi della Banda dell'Arancia Meccanica. Un gruppo di ex poliziotti e balordi di periferia, compivano incursioni notturne nelle abitazioni di alcuni VIP romani, sottoponendoli a violenze e sevizie, un gioco che durò fintanto funzionò l'arma del ricatto in cambio dell'omertà. Da questi fatti è stato tratto il libro di Dido Sacchettoni "Le notti dell'arancia meccanica" e a sua volta da questo un film di Claudio Caligari, L'odore della notte (1998).
  • Nella casa dello scrittore Alexander si trova appeso un quadro dipinto dalla moglie del regista, intitolato Seed Boxes.
  • Il nome Drughi Bianconeri è usato da una frangia della tifoseria della squadra italiana di calcio della Juventus. Il nome originario del gruppo stesso era proprio Arancia Meccanica.
  • Tra le numerosissime citazioni presenti nella serie televisiva I Simpson, ce n'è una in cui il Signor Burns rieduca il cane di Bart (Il Piccolo Aiutante Di Babbo Natale) utilizzando il trattamento Ludovico. In quella stessa scena, inoltre, il sottofondo musicale è l'Inno alla gioia di Beethoven. Inoltre, nell' episodio "Homer lo Smithers",il signor Burns, dopo essere caduto dalla finestra del suo ufficio, si fa imboccare e coccolare dal signor Smithers, smettendo di parlare e aspettando che gli venisse presentanto il cibo, proprio come Alex e il Ministro dell'Interno.
  • Nel film del 1998 "Batman & Robin", diretto da Joel Schumacher, c'è una citazione quasi "letterale" dal film di Kubrick: durante un inseguimento tra le vie di un quartiere di Gotham City appare una banda di giovani vestiti esattamente come i Drughi; l'unica evidente differenza è che il sospensorio che portano sul basso ventre e le bretelle non sono bianchi come nell'originale, bensì neri.
  • Nel film di South park un trattamento similare al metodo Ludovico viene realizzato con Cartman reo di essere troppo sboccato. Solo che al posto di un condizionamento psicologico gli viene impiantato un chip che gli infligge una scossa elettrica ogni volta che pronuncia una parolaccia. Alla fine del film Cartman sarà in grado di distruggere il chip semplicemente pronunciando una lunghissima serie di improperi.
  • Nell' opera autobiografica di James Joyce dal titolo Ritratto dell'artista da giovane, il protagonista viene picchiato da un gruppo di bulli suoi compagni di classe. Il capo dei bulli camminando agita aggressivamente un bastone, proprio come fa Alex. Anche il modo di aggredire la vittima è molto simile a quello di Alex ed i suoi tre drughi.
  • Nel film Tenacious D: The Pick of Destiny, Jack Black viene aggredito per strada da una banda di teppisti vestiti (anche se con alcune variazioni nelle maschere e negli accessori) da drughi che scimmiottano gli originali persino nel tono della voce.
  • Tra i personaggi della serie televisiva "Simpson" si può ricordare la "Gattara" che è una interpretazione ironica dell'"Amica dei Gatti" del libro di Anthony Burgess. Infatti, il carattere della Gattara rispecchia il personaggio da Alex ucciso durante la sua ultima notte di libertà prima che venisse tradito dai suoi cosiddetti "amici", i Drughi.
  • Il bassista della cartoon band dei Gorillaz molto spesso indossa vestiti simili a quelli di Billy Boy, in particolare il cappello.
  • Nel video "Authority" della band Biohazard si può notare che il cantante/chitarrista Billy Graziadei esegue il "Programma Ludovico".
  • Il famosissimo e ormai defunto attore Heath Ledger, in un intervista sul suo ruolo nel nuovo film di Batman, Joker, sostiene di essersi ispirato all'amoralità del Film di Arancia Meccanica, alla visione di Kubrik.
  • Il videoclip del singolo "The Universal" dei Blur, diretto da Jonathan Glazer, è un esplicito omaggio al film di Kubrick. La scenografia è liberamente ispirata alle location del film (soprattutto il "Korova Milk Bar") e il video ritrae i musicisti britannici nei panni dei famosi drughi, con tanto di un Damon Albarn provvisto di ciglia finte e bombetta, proprio come Alex.
  • Nel film "Le iene" di Quentin Tarantino, Mr. Blond tortura un poliziotto sfergiandogli la faccia e tagliandogli un orecchio con un rasoio, tutto sotto le note di "Stuck in the middle with you". Il regista ha dichiarato in un'intervista di essersi ispirato alla scena di "Arancia meccanica" dove Alex violenta i due coniugi intonando "Cantando sotto la pioggia".

[modifica] Errori

  • Nella scena del film in cui Alex entra insieme ai suoi drughi nel teatro abbandonato, la ragazza che viene spogliata da Billy Boy e dai suoi compagni ha la scarpa allacciata alla gamba sinistra, mentre alcune inquadrature dopo è allacciata alla gamba destra.
  • Nella scena del film in cui Alex, dopo la cura, mangia a casa dello scrittore che lo sta ospitando, il volume degli spaghetti che il protagonista sta mangiando e la quantità di vino nel bicchiere variano piu volte al cambio di inquadratura. Questo potrebbe far pensare ad un errore, ma non lo è. La variazione corrisponde infatti alla tensione che prova Alex stesso avendo paura di essere scoperto essendo in casa di uno che ha tutto il diritto di odiarlo.
  • Quando Alex toglie la cassetta di Goggly Gogol dal suo stereo per far posto alla cassetta di Beethoven, in realtà già nell'inquadratura prima aveva eseguito questa operazione:nel film quindi ricompare la cassetta che Alex aveva appena tolto.

[modifica] Location

Sottopasso a Wandsworth, Londra
Sottopasso a Wandsworth, Londra

Il film è stato girato quasi interamente in location reali, le quali, nei casi in cui è stato possibile identificarle, sono state riconosciute nella città di Londra, dove infatti il regista viveva durante la registrazione del film.

Ad esempio, lo stupro della moglie dello scrittore Alexander viene ambientata nella Skybreak House, nell'Hertfordshire, una villa progettata dal famoso architetto Sir Norman Foster.

Alex si getta dalla finestra dall' Edgwarebury Hotel in Elstree, Londra.

Alex vive nella zona del Thamesmead South Housing Estate nel sud est di Londra.

La rissa tra i Drughi e la banda di Billy Boy avviene sulla Taggs Island, nei pressi dell'Hampton Court Palace.

Il centro medico Ludovico è in realtà la Brunel University, Uxbridge, ad ovest di Londra.

Il sud est di Londra è stato utilizzato per diverse location del film, in particolare la zona di Wandsworth. In questa zona si trova il sottopasso (foto a fianco) dove è stata girata la celebre scena in cui Alex e la sua banda pestano un vecchio alcolizzato. Il barbone ed Alex si rincontrano dopo la "cura" sulle rive del Tamigi, in prossimità del Black Friars Bridge (il Ponte dei Frati Neri), noto alla cronaca quale scena del presunto suicidio del banchiere Roberto Calvi nel 1982.

[modifica] Riconoscimenti

Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito all'81° posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[5]

[modifica] Note

  1. ^ L'intervista originale con la traduzione italiana si può trovare nello speciale "La meccanica dell'arancia", trasmesso da La7 il 25/09/2007 alle 21:30.
  2. ^ Al cinema con Platone. Breve viaggio "filmosofico" intorno al Simposio, Aldo Castelpietra, Franco Angeli Edizioni, ISBN 13: 9788820497798
  3. ^ a b Lettera inviata da Anthony Burgess al Los Angeles Times il 21 febbraio 1972
  4. ^ Internet Movie Database
  5. ^ (EN) The BFI 100. URL consultato il 18-6-2008.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Ciak! I film di Stanley Kubrick Ciak!
Cortometraggi Day of the Fight (1951) - Flying Padre (1951)- The Seafarers (1953)
Film Paura e desiderio (1953) - Il bacio dell'assassino (1955) - Rapina a mano armata (1956) - Orizzonti di gloria (1957) - Spartacus (1960) - Lolita (1962) - Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba (1964) - 2001: Odissea nello spazio (1968) - Arancia meccanica (1971) - Barry Lyndon (1975) - Shining (1980) - Full Metal Jacket (1987) - Eyes Wide Shut (1999)
Progetto Kubrick · Korova Milk Bar

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